Positivi e negativi al Covid insieme, Cgil: “Aumenta il rischio di contagio”

Il sindacato contesta le nuove linee guida della Regione: "Questo modello rischia di far emergere importanti criticità"

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Pazienti positivi (asintomatici o paucisintomatici) e negativi negli stessi reparti dell’ospedale.

E’ allarme per la Fp Cgil Firenze sulle nuove direttive che stanno attuando le aziende: “Aumenta il rischio contagi, in un momento in cui il Covid rialza la testa e anche il numero dei sanitari contagiati cresce, siamo a oltre 350. Necessario riattivare tutte le procedure e le disposizioni previste dalle linee guida nazionali attualmente in vigore, senza abbassare la guardia” 

 “Il superamento della totale separazione tra pazienti positivi asintomatici e paucisintomatici, seppur all’interno di ‘bolle’, rischia di aumentare il rischio di contagio all’interno dei reparti, a maggior ragione se non sarà previsto personale e materiale dedicato esclusivamente. Il rischio è che involontariamente il personale o i dispositivi medici diventino vettore di contagio”: è l’allarme che lancia la Fp Cgil alla luce delle nuove linee d’indirizzo della Regione Toscana, e che ora le aziende sanitarie e quelle ospedaliere stanno applicando, che superano le vecchie indicazioni le quali prevedevano la netta separazione degli ambienti di degenza dei pazienti positivi da quelli non positivi.

Le nuove indicazioni prevedono di individuare all’interno delle degenze delle ‘bolle’ (stanze) dove ricoverare i pazienti positivi. Nelle linee guida viene indicato che, comunque, il personale impegnato nelle bolle dovrà indossare tutti i dispositivi di sicurezza quando è a contatto con il paziente.

Per la Fp Cgil “questo modello rischia di far emergere importanti criticità legate all’assistenza e alla sicurezza degli operatori e degli altri pazienti”, in quanto pazienti positivi (asintomatici/paucisintomatici) e negativi si troverebbero negli stessi reparti dell’ospedale, a differenza di prima.

Inoltre, fa notare il sindacato, “considerando che nei setting, dove sono state individuate le bolle, non è stato previsto alcun aumento di dotazioni organiche e le procedure di vestizione e svestizione dai Dpi in uso per il Covid prevedono tempi necessariamente più lunghi, il rischio di andare in difficoltà nel caso si verificassero emergenze aumenterebbe in modo esponenziale”.

In queste ore la pressione negli operatori sta aumentando anche a causa dell’aumento dei contagi del personale: la Asl Toscana Centro, ad esempio, vede circa 260 operatori contagiati, l’Aou Careggi circa 80 operatori e il Meyer circa 30, assenze che insieme a quelle dovute alla carenza strutturale di personale mettono a rischio la garanzia delle attività.

“Nella fase in cui ci troviamo, di fronte alla ripresa dei contagi (che coinvolge anche lavoratori e lavoratrici della sanità) e all’ aumento dei ricoveri con la conseguente riapertura dei reparti Covid – conclude il sindacato -, è necessario riattivare tutte le procedure e le disposizioni previste dalle linee guida nazionali attualmente in vigore, senza abbassare la guardia. Infine, alla luce delle nuove disposizioni organizzative emanate dall’azienda sulle ‘bolle’ riteniamo necessario attivare un monitoraggio costante dei contagi sia tra il personale che tra i pazienti all’interno di quei setting dove queste sono state attivate”.

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