Frodi creditizie, la provincia di Pisa al terzo posto in Toscana

I dati diffusi dall’osservatorio di Crif relativi al 2021. In regione si registrano tre casi al giorno

Frodi creditizie, cioè un’attività criminale finalizzata a ottenere credito senza rimborsarlo o acquisire beni senza pagarli, ma utilizzando illecitamente dati identificativi altrui o falsi, e talvolta anche documenti rubati (il cosiddetto furto d’identità) o creando false identità, in aumento del 31% rispetto all’anno precedente.

Questi i dati diffusi dall’osservatorio di Crif relativi al 2021. A livello nazionale, il danno stimato raggiunge i 124,6 milioni di Euro, sostanzialmente stabile rispetto alla precedente rilevazione, dal momento che al numero maggiore di casi corrisponde una contemporanea diminuzione dell’importo medio frodato, che si attesta a 4350 euro (-23,3% rispetto all’anno precedente). Nel corso del 2021, la Toscana ha fatto registrare 1232 i casi di frode, 3 al giorno, dato che posiziona la regione al nono posto della graduatoria nazionale. A livello provinciale, il maggior numero di frodi è stato registrato nella provincia di Firenze, con 284 casi (che la collocano al 28esimo posto nel ranking nazionale), seguita da Livorno, con 164 (49esima posizione), da Pisa con 160, Pistoia con 136 e Lucca, con 108.

Le dichiarazioni di Crif

“Il fenomeno delle frodi creditizie perpetrate attraverso un furto di identità è in continua evoluzione, con le organizzazioni criminali che si avvalgono di tecniche sempre più sofisticate che spesso il singolo consumatore non è in grado di rilevare. Dopo aver registrato un calo nel 2020, a causa del lockdown e della contrazione delle operazioni di finanziamento, con la ripresa della normale operatività nel 2021 i casi sono immediatamente tornati a crescere. E non solo in Italia, tanto che secondo la Federal trade commission sono cresciute del +50% negli Stati Uniti, mentre nel Regno Unito, secondo Cifas, l’incremento è stato del +22%. Non bisogna quindi abbassare la guardia perché il più frequente ricorso all’e-commerce, l’accelerazione nell’utilizzo delle carte di pagamento e la digitalizzazione di molti processi possono determinare un ulteriore innalzamento dei rischi e una impennata dei casi”. ha affermato Beatrice Rubini, executive director della linea mister credit di Crif.

Merci acquistate e vittime

Entrando nel dettaglio dei beni e servizi acquistati con un prestito finalizzato ottenuto in modo fraudolento, il 40,7% dei casi ha per oggetto l’acquisto di elettrodomestici, in crescita del +25,3% rispetto alla rilevazione del 2020.

Una quota significativa dei casi ha riguardato anche il comparto dell’elettronica – informatica – telefonia (9,0% del totale) e quello auto e moto (8,8% del totale). Seguono i finanziamenti per l’arredamento (6,1%) e quelli per interventi sugi immobili e ristrutturazioni (5,4%).Dalle analisi dell’Osservatorio Crif – Mister Credit emerge come la maggioranza delle vittime sia rappresentata da uomini (63,5% del totale). Rispetto al 2020, la distribuzione dei casi per genere vede un ulteriore aumento degli uomini (+2,7%).Osservando la distribuzione delle frodi per classi di età si conferma, invece, la dinamica già evidenziata nel 2020: la fascia di età nella quale si rileva il maggior incremento dei casi è quella degli under 30 (+8,0%) mentre diminuiscono gli over 60 anni (-6,9%). La fascia compresa tra i 41 e 50 anni segue i più giovani come segmento maggiormente colpito dal fenomeno, con il 22,5% delle vittime.

Le attività di contrasto

Analizzando gli alert sui documenti identificativi emersi dalle interrogazioni fatte ai servizi di prevenzione frodi gestiti da Crif con anche la tramitazione delle banche dati Scipafi, viene confermato l’utilizzo preponderante della carta di identità come documento identificativo, con una incidenza superiore al 80,7% del totale, seguito dalla patente col 17,7%. In particolare, l’1,9% dei documenti presentati in fase di identificazione anagrafica è una carta di identità contraffatta, oppure valida ma non riconducibile al soggetto. Per le patenti, invece, nel 4,1% dei casi si tratta di patenti inesistenti o non appartenenti al soggetto. In controtendenza rispetto a quanto rilevato nel 2020, i tempi di scoperta delle frodi si stanno accorciando, con il 42,4% dei casi che viene scoperto entro i primi sei mesi (contro il 36,3% del 2020). Al contempo sono diminuiti i casi scoperti dopo oltre 3 anni (-11,3%). Segno inequivocabile che nel contrasto al fenomeno bisogna tenere alta l’attenzione.

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