“Lui c’era sempre per tutti. Avvertiremo sempre la sua presenza”: l’addio di Santa Croce sull’Arno a Roberto foto

Il paese si è fermato per dare un ultimo affettuoso saluto ad uno dei suoi figli più cari

C’erano così tante persone, che molte sono dovute restate fuori, in piazza Garibaldi, perché la capienza della chiesa collegiata di Santa Croce sull’Arno non è riuscita a contenere tutti. In moltissimi hanno accompagnato, nel pomeriggio di oggi 31 agosto, Roberto Duranti nel suo ultimo viaggio. Roberto è morto lo scorso 25 agosto a Marsiglia in un tragico incidente stradale (qui la notizia).

Duranti abitava nella città del sud della Francia da alcuni anni con la sua famiglia: la moglie (anche lei coinvolta nell’incidente e ancora in ospedale) e la figlia di due anni. Oltre ai familiari, erano presenti alle esequie tanti amici, non solo santacrocesi, conoscenti e tante famiglie.
Santa Croce si è fermata per dare un ultimo doveroso e soprattutto affettuoso saluto ad uno dei suoi figli più cari che viveva all’estero per motivi professionali. Duranti era un ingegnere informatico che si era laureato all’università di Pisa, lavorava per un’azienda norvegese e dopo aver vissuto a Parigi e Singapore, attualmente abitava a Marsiglia.

Ancora in fase di ricostruzione la dinamica dell’incidente da parte della gendarmeria francese, anche se pare chiaro che nel tragico incidente non vi siano responsabilità imputabili ai due ciclisti. Roberto Duranti avrebbe compiuto 39 anni a settembre. La sua morte lascia un profondo vuoto. La famiglia Duranti è molto conosciuta, stimata ed apprezzata a Santa Croce sull’Arno. Roberto, sebbene abitasse a Marsiglia era molto legato alla città dove resterà per sempre nei cuori dei molti amici e conoscenti e dove lascia la sua famiglia di origine: il padre Mario, che è stato socio in un azienda di prodotti chimici e da sempre appassionato dello sport cittadino con la squadra di pallavolo dei Lupi e quella calcistica della Cuoiopelli. La mamma, Antonella Ansaldi, era invece insegnante.

Lascia nell’immenso dolore i tre fratelli: Marco, Paolo e Francesco tutti molto conosciuti ed apprezzati. Roberto in passato era stato anche un discreto giocatore di tennis del locale Circolo Tennis Club e partecipava spesso all’organizzazione dell’annuale storico torneo internazionale, autentico fiore all’occhiello della città della pelle.

Resta dififcile da capire come sia possibile una chiamata a Dio così precoce – ha detto nell’omelia il celebrante -. Roberto era una persona attiva, gioiale e sempre pronta per gli altri. Per questo motivo avvertiremo sempre la sua presenza“.
Anche un amico lo ha voluto ricordare dall’altare: “Roberto, anche quanto viveva a Singapore, faceva sentire la sua presenza. Ci sentivamo spesso, anche di recente non meno di 20 giorni fa. Lui c’era sempre per tutti. Abbiamo perduto una grande persona e un amico vero”.
La salma all’uscita dalla chiesa è stata salutata da un lungo appaluso.

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