Ragazza aggredita a Torre: convocato il comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica

Incontro organizzato dal gruppo di vicinato Sos Torrigiani per esprimere la solidarietà alla giovane

L’aggressione subita da una ragazza a Torre di Fucecchio nel tardo pomeriggio dell’1 settembre sarà il tema che verrà discusso al tavolo del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica. A richiederne la convocazione al Prefetto è stato il sindaco della città, Alessio Spinelli.

In quel consesso la più alta carica istituzionale a livello provinciale di nomina diretta del ministero dell’interno dovrebbe coordinare una vera task force sul nostro territorio e suggerire anche interventi drastici, coinvolgendo le prefetture delle province confinanti appartenenti anch’esse alle colline delle Cerbaie. È quanto scrive in un messaggio alla comunità torrigiana e non solo il primo cittadino, da sempre impegnato, spesso anche in prima persona nel contrastare il fenomeno della spaccio della droga nell’area delle Cerbaie che ha raggiunto livelli che non possono essere più contrastati con i le risorse con le forze di polizia locale.

Le azioni svolte dalla municipale dell’Unione dei Comuni che si è opportunamente attrezzata e formata, e che si è dotata al suo interno di un reparto cinofilo per contrastare il triste fenomeno non sono più sufficienti, come del resto le azioni svolte dai militari dell’arma. Per Spinelli quindi bisogna alzare il livello di attenzione e contrasto alla piaga della spaccio con l’intervento diretto dello Stato, nella persona del prefetto di Firenze a cui si è rivolto immediatamente dopo il grave fatto e che tiene costantemente informato.

In settimana è previsto sull’argomento anche un confronto tra tutte le forze politiche del consiglio comunale in commissione sicurezza. Il sindaco è intenzionato altresì a ricevere una delegazione di circa dieci persone che saranno individuate nell’ambito delle associazioni della frazione.

Intanto i torrigiani sono già mobilitati. Simone Testai, residente nella frazione, consigliere comunale e capogruppo di Forza Italia, annuncia una riunione nel cuore della frazione per domani (5 settembre) alle 21 per raccogliere le varie problematiche da far pervenire al sindaco.

“Per esprimere la solidarietà alla ragazza aggredita in via Montebono a Torre di Fucecchio – scrive Testai – il gruppo di vicinato Sos Torrigiani, organizza un incontro per domani in piazza don Giuseppe Mainardi per esprimere la propria solidarietà alla ragazza aggredita e raccogliere richieste da avanzare alle autorità a tutela dei cittadini e del territorio, per contrastare il fenomeno dello spaccio e dei fenomeni criminali ad esso correlati”.

Sui social, inoltre, si registra una lettera aperta molto significativa e toccante di una coetanea dell’aggredita che descrive molto chiaramente le sensazioni e la realtà di chi abita in quei luoghi.

“Sono una ragazza di 24 anni – scrive – che ama Le Vedute, Le Pinete, Torre, Massarella e tutti quei piccoli paesini bellissimi nella campagna di Fucecchio. In quei piccoli paesini ho cercato di costruire il mio futuro. Ho cercato una casa per ottenere la mia indipendenza e la mia libertà. Adesso mi ritrovo a pensare che forse dovrei cercare altrove… perché ho paura. Nonostante io provi amore per tutto questo non posso rimanere qua perché la mia libertà è limitata da persone che contaminano questi posti.  Mi chiedo cosa poteva succedere se quella macchina non fosse arrivata… Se fosse successo a me? Ad un mio futuro figlio? Ai miei amici? Se fosse successo ad una ragazzina in motorino?”.
“Non mi è possibile pensare di “passare per un altra strada” perché non si può. Ovunque io voglia andare sono obbligata a passare per due strade, entrambe contaminate da persone che non hanno niente da perdere. Mi sono sentita dire “non ci passare mai da sola”, “signorina che gira in questi posti?”. Ci abito. E adesso non voglio starci più.  La notte si sentono spari e urla. Molte volte mi sono sentita obbligata a fermarmi perché la strada era ostacolata dai “clienti” e nel mentre mi sentivo fare delle avance dai “venditori”. Mi sento obbligata ad uscire con lo spray al peperoncino e controllare che le portiere e finestrini siano chiusi, mi sono sentita obbligata a pensare: “Se vado più veloce non mi danno fastidio”; Quando la sera so che farò tardi non torno mai a dormire a casa perché mi sento in pericolo. In queste strade ho sentito storie di persone che sono state seguite, ragazzi in motore a cui viene dato fastidio puntando torce e laser negli occhi, persone che trovavano il coraggio di andare a camminare e si sono ritrovate in situazioni complicate; Inoltre mi sono ritrovata la notte a far attenzione perché trovavo persone a piedi malconce senza alcuna segnalazione visiva. Mi chiedo se posso continuare a vivere così”.

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