Avvicinati e stuprati all’oratorio a 9 e 13 anni, dopo 20 anni sono riusciti a raccontare

Spunta un terzo caso. La vittima dello stesso religioso si è già rivolta alla giustizia ecclesiastica. Dall'arcivescovo Benotto linea intransigente

Adescati oltre 20 anni fa in un oratorio di una parrocchia del Pisano, solo l’anno scorso sono riusciti a sfogarsi ed affrontare il tragico evento e a trovare il coraggio di denunciare il loro aguzzino e pedofilo. Le due vittime, due fratelli, che all’epoca avevano tra i 9 e i 13 anni, e che sarebbero stati violentati da un prete dell’Arcidiocesi di Pisa, che ora è stato sospeso dall’arcivescovo Giovanni Paolo Benotto in attesa della conclusione dell’iter del processo canonico che poi passerà a Roma in Vaticano, non hanno inteso rilasciare dichiarazioni al momento. Per il presule adesso è probabile l’espulsione dalla Chiesa, come indicato espressamente da papa Francesco per tutti i preti condannati per pedofilia (qui la notizia).

Uno dei ragazzi oggi uomini, vive in Italia mentre l’altro vive all’estero. Forse i loro legali gli hanno consigliato il silenzio temporaneo proprio in attesa delle evoluzioni e della prossima causa civile per chiedere il risarcimento dei danni subiti che è quasi pronta per essere iscritta a ruolo. Anche il padre dei due fratelli non ha voluto dire niente se non sottolineare il profondo dolore per la vicenda. Le accuse dei due fratelli sono passate già al vaglio del tribunale canonico di Pisa e l’Arcivescovo si è già espresso in un comunicato ufficiale sulla torbida vicenda che abbiamo pubblicato in anteprima. Parole serie, trasparenti e di grande afflato per le vittime. Proprio l’anno scorso il prete accusato di pedofilia e violenza sessuale sui due minori era stato nominato monsignore, e i due fratelli avevano deciso che era arrivato il momento di parlare e di dire tutto.

Una terza vittima, intanto si sarebbe già fatta avanti. Ma se ne saprà di più solo nelle prossime settimane dopo gli accertamenti preliminari dovuti e che la giustizia vaticana non tarderà a espletare con serietà come accaduto per le prime due vittime. Nel frattempo c’è un’intera comunità scossa da questa vicenda che vede coinvolto un religioso e bambini per uno dei reati più riprovevoli e deleteri che si possano commettere.

Penalmente il reato, commesso prima del 2014, è andato in prescrizione, ma le loro dichiarazioni all’Arcidiocesi pisana hanno trovato ascolto e riscontro, tanto da indurre la sospensione da tutte le mansioni e le dimissioni del monsignore accusato di reati così gravi. Il prelato è ospite a casa di un parente in attesa delle decisioni definitive del Vaticano e in attesa anche di rispondere a livello civile per il risarcimento dei danni.
Nulla potrà mai veramente riparare a un danno del genere ma la Chiesa sta facendo tutto quello che è possibile fare al momento. L’obiettivo è che il prete non possa più nuocere a nessuno, e anche per dare coraggio ad altre eventuali vittime di venire allo scoperto.

La rete l’abuso
L’associazione più importante a livello italiano ed europeo che si occupa di pedofilia e di tutela e aiuto alle vittime è senza dubbio “La rete l’abuso” che può essere contattata facilmente navigando sul sito web ufficiale all’indirizzo https://retelabuso.org. Esperti e legali che supportano chiunque sia finito nella “fauci” di un pedofilo e che aggiornano costantemente il più importante database del settore in Italia. Anche in questa vicenda pisana sono stati e saranno in prima linea. Una delle due vittime, come abbiamo già scritto, è venuta allo scoperto sulla sua pagina Facebook per accelerare il più possibile l’iter poi avviato, in tempi assolutamente ragionevoli, dall’Arcidiocesi di Pisa. Come sempre in casi del genere purtroppo le vittime sono così traumatizzate che solo dopo anni riescono a tirar fuori tutto. Ecco perché le tante battaglie per annullare la prescrizione per i reati a sfondo sessuale sui minori.

Anche per i due fratelli pisani ora più che trentenni ci sono voluti circa 20 anni per riuscire a denunciare le violenze sessuali subite di cui accusano il monsignore ora sospeso e costretto alle dimissioni dalle prove emerse dal terribile racconto dei due germani di Pisa. “La rete l’abuso”, a proposito di prescrizione scrive sul proprio sito internet: “Prescrizione penale. Come spiegavamo poco sopra, la prescrizione penale, fino al 2014 è di 10 anni, dopo il 2014 di 20 e parte, nel primo caso, dalla data in cui il reato si è consumato, nel secondo invece, dal compimento del 18° anno di età della vittima. Purtroppo spesso la vittima impiega molto tempo nel maturare il trauma e, frequentemente, ci si ritrova prescritti sotto il punto di vista del rito penale, ma c’è ancora la possibilità del rito civile. Prescrizione civile. A differenza di quella penale, la prescrizione civile ha un tempo di intervento decisamente minore, soli 5 anni. Tuttavia la maturazione della prescrizione civile ha tempi differenti e non inizia a maturare dall’anno in cui il reato è stato commesso o dal 18esimo anno di età, ma parte dal momento in cui la vittima acquisisce consapevolezza del danno subito”.

“Qui torna utile il consiglio dato in precedenza, quello di non rivolgersi all’autorità ecclesiastica perché uno dei parametri che dimostra la consapevolezza della vittima, è proprio quello della formale denuncia e della successiva richiesta di risarcimento del danno. Se vi rivolgete all’autorità ecclesiastica, di persona o ancor peggio scrivendo, fornite loro la prova di aver acquisito la consapevolezza del crimine subito, prova che la chiesa utilizzerà, non solo per far estinguere la vostra prescrizione, ma la porterà all’attenzione del giudice nel procedimento civile e se i 5 anni dalla data di quella comunicazioni (verbale o scritta) sono passati, il giudice archivierà immediatamente la richiesta di risarcimento in sede civile, a quel punto non avrete più alcuna speranza di ottenere giustizia o di essere risarciti”.

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