Prete accusato di pedofilia, avrebbe violentato due bambini quando avevano 10 anni. L’arcivescovo lo sospende

Da oggi il monsignore è sollevato da tutti gli incarichi. Il Vaticano dopo la decisione dell'arcivescovo Benotto potrebbe espellerlo dalla Chiesa

Un prete della arcidiocesi di Pisa, di 74 anni è accusato di aver violentato parecchi anni fa, due fratelli che all’epoca dei fatti avevano intorno ai 10 anni. Il prelato parroco dal 1974, oggi monsignore nel mese di aprile scorso è finito davanti agli organi di giustizia della Chiesa, dopo che i due fratelli oggi adulti, si sono rivolti alla Diocesi pisana che ha messo in moto il procedimento canonico previsto per questi casi. Il tribunale avrebbe appurato la veridicità della gravissime accuse. Da stamattina, 16 settembre, il monsignore accusato di pedofilia e violenza sessuale dovrà lasciare le parrocchie e attendere in casa di un familiare gli esiti del processo canonico.

L’arcivescovo lo ha anche sospeso da tutte le sue mansioni. Nei prossimi giorni, al termine del processo canonico, l’incartamento finirà in Vaticano che potrebbe decidere per l’espulsione dalla Chiesa, come indicato da Papa Francesco che ha espressamente richiesto ai vescovi italiani di avviare l’iter previsto per la riduzione allo stato laicale per i preti condannati per pedofilia, a prescindere se nei processi canonici o nei tribunali ordinari italiani, procedimenti che viaggiano parallelamente e che non si influenzano a vicenda. L’arcidiocesi pisana e l’arcivescovo Giovanni Paolo Benotto si sono mossi con grande serietà rigore e rapidità ma purtroppo per i due fratelli la giustizia penale italiana non potrà fare nulla perché per questi reati commessi prima del 2014 la prescrizione è decennale. Dopo il 2014 la prescrizione è raddoppiata. E c’è già un progetto di legge per abolire la prescrizioni per i reati a sfondo sessuale su minori.

Resta la possibilità per le due vittime di chiedere in sede civile i danni, perché i termini della prescrizione, nel processo civile, partono in tempi differenti da quelli penali. Al momento negli uffici della Curia a Pisa risulterebbero solo queste due denunce a carico del monsignore e non è dato sapere se esistano o meno altre vittime che ancora non sono venute allo scoperto o che hanno denunciato solo alle autorità giudiziarie italiane eventuali episodi di abusi o violenze sessuali. Si potrà capirlo solo col passare del tempo.

Stando ai fatti già emersi, invece, i due fratelli avrebbero subito vere e proprie violenze a sfondo sessuale quando erano solo due bambini. Le parole del Papa in merito a questi episodi che da decenni affligge anche la Chiesa e che tanto male ha provocato a minori in tutto il mondo sono chiarissime. “Un prete non può continuare a essere prete se è un molestatore. Non può. Perché sia malato o un criminale, non lo so. Il sacerdote esiste per dirigere gli uomini a Dio e non per distruggere gli uomini in nome di Dio. Tolleranza zero. E deve continuare ad essere così”.

Il prelato pisano accusato di pedofilia ha chiuso ieri (15 settembre) il suo account Facebook dove una delle due vittime lo aveva taggato in un post che aveva deciso di pubblicare, venendo allo scoperto e segnalando che anche il sito web ufficiale www.retelabuso.org aveva inserito nella lista dei preti accusati di pedofilia anche il suo nome con tanto di foto. Il monsignore accusato di questi gravissimi reati era: membro del Consiglio pastorale diocesano, vicario episcopale per la Città, Parroco della chiesa di Santa Maria Madre della chiesa e di Santa Marta, amministratore parrocchiale della Chiesa di San Matteo Apostolo e Evangelista, Canonico soprannumerario della Cattedrale di Pisa.

Le parole profonde e chiare dell’arcivescovo di Pisa Giovanni Paolo Benotto non lasciano molti dubbi su quanto appurato dalle indagini della giustizia religiosa:“Allo scopo di fare verità e giustizia – ha detto l’arcivescovo – in ordine ad una denuncia per abuso/molestie sessuali a minori, da parte di un presbitero della Diocesi di Pisa, con profondo dolore e vergogna per quanto è stato denunciato, ne ho accolto le dimissioni da parroco di Sanata Maria Madre della Chiesa e di Santa Marta in Pisa. In attesa che il processo canonico, iniziato alla fine del mese di aprile 2022, appena è stata ricevuta la denuncia, giunga alla sua conclusione, mentre a nome mio e della Chiesa pisana che rappresento chiedo perdono a chi ne è stato vittima e a quanti ne soffrono per lo scandalo che oscura il volto della Chiesa, domando a tutti di pregare il Signore perché non venga meno la fede in chi è stato offeso e perché si rinnovi in tutti un autentico cammino di conversione. Comunico altresì che al presbitero in questione sono state sospese le facoltà inerenti al suo ministero fino al termine del processo canonico in corso”.

Sostieni l’informazione gratuita con una donazione

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di Cuoio in diretta, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.