Stava per essere fatto a pezzi dal macchinario, avrà un maxi risarcimento e un vitalizio

L'incidente nel 2013. Ora si è espressa la Cassazione

Era rimasto intrappolato in un macchinario molto pericoloso sul posto di lavoro a causa di un fraintendimento con un collega e un malfunzionamento all’interno di una azienda di Santa Croce sull’Arno. Stava per finire a pezzi, falciato dalle terribili pale della macchina. Vivo per miracolo, grazie a un altro collega che ha spento tutto, ha riportato però lesioni gravissime tali che l’Inail, oltre a risarcirlo con una cifra a sei zeri, gli ha riconosciuto un indennizzo vitalizio mensile.

Per questo incidente sul lavoro erano finite sotto processo due persone, di cui una era stata condannata in primo e in secondo grado. Ora la Cassazione ha dichiarato prescritto il reato, fermo restando i risarcimenti. Nello specifico, all’amministratore della società era stato imputato il reato di lesione personali colpose gravissime perché, in cooperazione colposa con il responsabile della ditta appaltatrice che aveva ricevuto la commissione per un intervento di manutenzione straordinaria consistito nella riparazione di uno dei due impianti di miscelazione di prodotti chimici in polvere denominato miscelatore stella, per colpa consistita in negligenza, imprudenza ed imperizia non eseguendo la necessaria manutenzione del microinterruttore di sicurezza della macchina miscelatrice stella risultato, rotto e in condizioni di permanente chiusura.

Sempre secondo la Cassazione, mettendo a disposizione del lavoratore la miscelatrice di cui sopra con un quadro di comando elettrico dotato di pulsanti che per ubicazione e tipologia non risultavano adeguati sia per il rischio di manovra accidentale, sia per l’assenza di un segnale di avvertimento prima della messa in moto e sia per la collocazione distante dall’operatore che curava l’avviamento della macchina, cagionavano lesioni gravissime all’operaio che, mentre era intento a saldare alcuni elementi metallici del corpo della coclea di miscelazione dei prodotti chimici, dopo avere rimosso la tramoggia di carico precedentemente bloccata con dispositivo a leva avvitabile ed essersi introdotto con gli arti inferiori dentro il canale per raggiungere le parti danneggiate della coclea, a causa del malfunzionamento del microinterruttore di sicurezza a leva che avrebbe dovuto garantire il fermo totale del miscelatore e quindi della coclea a tramoggia rimossa, ed invece consentendo al collega, che per errore, premendo il pulsante di avvio del miscelatore, mettesse in moto la coclea che iniziava a ruotare incastrando così e ferendo in varie parti del corpo l’operaio, cagionavano lesioni gravissime e il ricovero al centro traumatologico di Firenze in prognosi riservata, il 28 marzo del 2013.

Da questi fatti il processo che ora si è concluso. L’operaio si è salvato ma ha riportato danni permanenti oltre al trauma per quell’incidente che stava per ridurlo letteralmente a brandelli. Il caso giudiziario è chiuso.

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