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Detenuto posta la sua cella su Tik Tok

Nuove perquisizioni alla Dogaia: trovati altri telefonini

Detenuto posta su Tik-Tok: carcere sotto inchiesta.

Nuovi telefoni cellulari sono stati scoperti all’interno del carcere della Dogaia, a Prato. Uno di questi veniva utilizzato da un detenuto per pubblicare su TikTok immagini della propria cella. Un segnale inquietante, che si aggiunge a una lunga scia di illegalità e disordini all’interno della struttura penitenziaria.

La Procura ha aperto una nuova indagine per il reato di rivolta, dopo i gravi episodi del 4 giugno e del 5 luglio. In quest’ultima occasione, una decina di detenuti si è barricata nel reparto di Media Sicurezza, cercando di appiccare incendi e minacciando gli agenti con spranghe e cacciaviti. Solo l’intervento delle unità antisommossa ha riportato la calma. A giugno, cinque detenuti di varie nazionalità avevano lanciato minacce simili, dichiarando apertamente “stasera si fa la guerra”.

Nel mirino degli inquirenti anche possibili complicità interne: si indaga su condotte sospette da parte di alcuni agenti della polizia penitenziaria. Già chiesto il coinvolgimento del prefetto e del questore per rafforzare la sicurezza esterna.

Secondo la procura, nell’ultimo anno sono stati sequestrati 41 telefoni, tre sim e un router. Ma i dispositivi in uso sarebbero molti di più. Alcuni risultavano attivi anche dopo la maxi perquisizione del 28 giugno, con accessi documentati fino al 2 luglio. Gli inquirenti parlano di una rete illecita che sfrutta la libertà concessa con i permessi premio e la compiacenza di agenti infedeli.

Oltre alla tecnologia illegale, il carcere è segnato da una crescente violenza tra detenuti. Due le inchieste aperte per abusi sessuali: nel 2023 un detenuto avrebbe costretto il compagno di cella a rapporti con la minaccia di un rasoio; nel 2020 due uomini avrebbero torturato per giorni un giovane alla sua prima esperienza in carcere.

“La situazione alla Dogaia è fuori controllo – avverte il Procuratore Capo dottor Luca Tescaroli – dominata da un clima di illegalità e da un sistema che non garantisce né sicurezza né dignità”. Ma, assicurano i magistrati, “la risposta dello Stato sarà ferma e costante”. Le perquisizioni e le indagini continuano senza sosta.

Nel carcere di Prato la situazione resta allarmante. Secondo quanto riferito dalla Procura, solo nell’ultimo anno sono stati sequestrati 41 telefoni cellulari, tre schede Sim e un router, ma gli inquirenti ritengono che il numero reale dei dispositivi utilizzati dai detenuti sia ben più elevato.

Dalle indagini più recenti è emerso che alcuni telefoni erano ancora in funzione anche dopo la maxi perquisizione del 28 giugno scorso, con accessi registrati il 29 giugno, l’1 e il 2 luglio. Secondo gli investigatori, gli apparecchi entrerebbero sfruttando la libertà di movimento dei detenuti in permesso e, in alcuni casi, con la complicità di agenti corrotti della polizia penitenziaria. Emblematico il caso di un detenuto della sezione Alta Sicurezza che pubblicava su TikTok immagini della sua cella.

Parallelamente, emerge un clima interno segnato da gravi episodi di violenza. Due inchieste, relative a fatti avvenuti nel settembre 2023 e nel gennaio 2020, documentano casi di violenza sessuale tra detenuti: in un caso, un uomo sarebbe stato ripetutamente stuprato e minacciato con un rasoio dal compagno di cella; nell’altro, due detenuti avrebbero torturato per giorni un giovane tossicodipendente e omosessuale, alla sua prima detenzione.

Il nuovo blitz scattato stamani — condotto da polizia, carabinieri, guardia di finanza e polizia penitenziaria — ha portato al sequestro di armi rudimentali e oggetti proibiti nel reparto di Alta Sicurezza: una lama affilata, tre cacciaviti, caricabatterie, cuffie e un cellulare nascosto nel doppiofondo di un frigorifero. Un altro detenuto è stato trovato con scarpe modificate, probabilmente usate per occultare droga.

L’indagine continua a far emergere un quadro preoccupante di illegalità diffusa e scarsa sicurezza all’interno dell’istituto penitenziario.

Qui il video del detenuto pubblicato su Tik Tok: