Nel carcere di Prato la situazione resta allarmante. Secondo quanto riferito dalla Procura, solo nell’ultimo anno sono stati sequestrati 41 telefoni cellulari, tre schede Sim e un router, ma gli inquirenti ritengono che il numero reale dei dispositivi utilizzati dai detenuti sia ben più elevato.
Dalle indagini più recenti è emerso che alcuni telefoni erano ancora in funzione anche dopo la maxi perquisizione del 28 giugno scorso, con accessi registrati il 29 giugno, l’1 e il 2 luglio. Secondo gli investigatori, gli apparecchi entrerebbero sfruttando la libertà di movimento dei detenuti in permesso e, in alcuni casi, con la complicità di agenti corrotti della polizia penitenziaria. Emblematico il caso di un detenuto della sezione Alta Sicurezza che pubblicava su TikTok immagini della sua cella.
Parallelamente, emerge un clima interno segnato da gravi episodi di violenza. Due inchieste, relative a fatti avvenuti nel settembre 2023 e nel gennaio 2020, documentano casi di violenza sessuale tra detenuti: in un caso, un uomo sarebbe stato ripetutamente stuprato e minacciato con un rasoio dal compagno di cella; nell’altro, due detenuti avrebbero torturato per giorni un giovane tossicodipendente e omosessuale, alla sua prima detenzione.
Il nuovo blitz scattato stamani — condotto da polizia, carabinieri, guardia di finanza e polizia penitenziaria — ha portato al sequestro di armi rudimentali e oggetti proibiti nel reparto di Alta Sicurezza: una lama affilata, tre cacciaviti, caricabatterie, cuffie e un cellulare nascosto nel doppiofondo di un frigorifero. Un altro detenuto è stato trovato con scarpe modificate, probabilmente usate per occultare droga.
L’indagine continua a far emergere un quadro preoccupante di illegalità diffusa e scarsa sicurezza all’interno dell’istituto penitenziario.
Qui il video del detenuto pubblicato su Tik Tok:


