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Il drammatico racconto dei coniugi sequestrati: “Abbiamo avuto paura”
Nilo Di Modica

Solidarietà del sindaco

“Abbiamo avuto una gran paura, per qualche minuto ce la siamo vista veramente male”. Parla così Vittorio Colombai, l’imprenditore che sabato scorso con la moglie si è ritrovato sequestrato in casa dai banditi.

Pochi minuti di orrore nel corso dei quali i due anziani coniugi sono stati minacciati e picchiati da almeno tre persone incappucciate, intente a chiedere dove fosse la cassaforte in casa. “Continuavano a chiederci della cassaforte, che però non abbiamo in casa. Loro però non mi credevano e continuavano a picchiarmi e a minacciarci con un cacciavite” racconta ancora Colombai, che dopo i fatti è finito all’ospedale per accertamenti per le percosse ricevute, fortunatamente senza avere grosse ripercussioni.

Gli uomini, tutti abbastanza giovani e incappucciati “parlavano bene l’italiano, ma con un accento straniero” e sono riusciti ad entrare nell’abitazione girando intorno all’edificio, che sta a poche decine di metri di distanza dalla via Francesca che collega Ponticelli a Montecalvoli, saltando un inferriata e accedendo direttamente alle scale. Il primo a trovarseli di fronte in casa, mentre stava guardando la televisione, è stato proprio l’imprenditore. “Io ho avuto a che fare con tre persone, ma ad un certo punto ce n’era un’altra che stava con mia moglie – racconta. – Anche lei è stata minacciata e ad un certo punto legata con un cavo elettrico. L’hanno presa a calci. E’ stato orribile. Un altro, il quinto, forse aspettava gli altri fuori. Alla fine si sono portati via quello che hanno trovato in casa, un orologio, qualche collana, un anello e poco altro”.

Intanto alle due vittime è arrivata la solidarietà del sindaco Manuela Del Grande. “Quello che è accaduto sabato sera ci lascia tutti scossi – dice. – Mi auguro che possano riprendersi presto, non solo dalle ferite fisiche, ma anche da quelle più profonde, che episodi del genere inevitabilmente lasciano. So bene che episodi come questo generano paura e insicurezza. È comprensibile. È nostro dovere, come istituzioni, non minimizzare e non restare a guardare. In questo momento è importante restare uniti, attenti e vicini gli uni agli altri. Le forze dell’ordine stanno svolgendo le indagini e seguiranno gli sviluppi. Come Comune, seguiamo la vicenda con la dovuta serietà e restiamo a disposizione della famiglia e della comunità”.