Dalla Procura
|Frode fiscale sui bonus edilizi, il commercialista usava i crediti intestati ai defunti
Sequestro per due milioni e mezzo di euro
Frodi fiscali sui bonus edilizi: la Procura di Prato sequestra 2,5 milioni, un commercialista usava crediti intestati a defunti e minorenni.
La Procura della Repubblica di Prato, diretta dal Procuratore Capo dottor Luca Tescaroli, ha reso nota una nuova operazione nell’ambito di un’indagine contro le frodi fiscali legate ai crediti d’imposta fittizi per lavori edilizi mai eseguiti.
Il Giudice per le Indagini Preliminari di Prato ha disposto un sequestro preventivo di circa 2,5 milioni di euro a carico di due società riconducibili a un commercialista 56enne di Lucera, in provincia di Foggia, ritenuto figura centrale in un articolato schema fraudolento. Al professionista sono contestate condotte truffaldine che prevedevano l’utilizzo illecito dei cosiddetti “bonus edilizi”, in particolare attraverso la generazione e circolazione di crediti fittizi intestati a soggetti deceduti o inconsapevoli.
In base agli elementi raccolti, il commercialista avrebbe creato una società edile formalmente intestata a un pensionato foggiano, deceduto poco dopo la sua costituzione. Servendosi dell’identità del defunto, avrebbe attivato conti correnti, caselle Pec e utenze telefoniche, utilizzate per simulare operazioni edilizie mai effettuate. Per eludere i controlli del fisco, i crediti — inseriti nei cassetti fiscali di oltre 500 soggetti, tra cui anche minorenni e persone decedute — erano suddivisi in importi inferiori a 10.000 euro.
I crediti così generati sono stati in parte utilizzati direttamente dall’indagato tramite una società a lui riconducibile, e in parte ceduti a terzi che li hanno compensati con debiti fiscali propri. I proventi delle cessioni confluivano su conti intestati al soggetto deceduto, ma nella disponibilità del professionista. Tra i beni acquistati figurerebbe anche un orologio Rolex da 20.000 euro, sequestrato prima della consegna.
L’azione della Procura di Prato ha consentito di bloccare la circolazione dei crediti illeciti e di prevenire un grave danno all’Erario. Il commercialista è indagato per truffa aggravata ai danni dello Stato, emissione di fatture per operazioni inesistenti, autoriciclaggio e indebita compensazione di crediti non spettanti. La Procura ha richiesto nei suoi confronti la custodia cautelare in carcere; il Gip deciderà sull’istanza dopo l’interrogatorio.
L’operazione, si precisa nella nota della Procura, si inserisce in un filone investigativo più ampio che nel 2023 aveva già portato al sequestro di oltre 6 milioni di euro di crediti fittizi e all’arresto di tre persone, con oltre 40 soggetti coinvolti su scala nazionale. Decisivo il contributo del Gruppo della Guardia di Finanza di Cesena, che ha operato in stretta sinergia con l’ufficio giudiziario pratese.
In linea con i principi dell’ordinamento, si ricorda che l’indagato è presunto non colpevole fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.


