Il mistero continua...
|Due donne scomparse vittime del serial killer romeno?
Tra le ipotesi quella di nuove possibili vittime dell’omicida di Denisa Paun e Ana Maria Andrei,
Vasile Frumuzache, la guardia giurata romena che ha confessato gli omicidi di Denisa Paun e Ana Maria Andrei, potrebbe avere fatto altre vittime. Gli inquirenti temono che due giovani donne, di cui non si hanno più notizie, possano essere state uccise dallo stesso killer. I resti delle due prime vittime erano stati ritrovati lo scorso giugno in un campo vicino a Montecatini Terme, mentre la testa di Denisa era stata dispersa nei terreni attorno alla sua abitazione a Monsummano.
Nuove sospette sparizioni
Le indagini, partite dalle denunce di scomparsa, hanno portato all’attenzione delle autorità altre due giovani escort scomparse in circostanze simili. Tra gli investigatori regna massimo riserbo, ma il sospetto di una catena di delitti seriali è concreto.
Il profilo del killer
Gli esperti del Racis hanno analizzato la storia personale di Frumuzache, segnata da traumi e abbandoni: un padre violento, la madre trasferitasi in Sicilia, la sorellastra e la sorella che lo lasciano solo durante l’adolescenza. Questi episodi potrebbero aver contribuito a sviluppare le ossessioni e la reattività al rifiuto che, secondo il killer stesso, lo hanno spinto ad uccidere: “Non so perché le ho uccise, reagisco male ai rifiuti“, ha dichiarato.
Il dossier degli inquirenti lo descrive come unserial killer organizzato, capace di pianificare gli omicidi nei minimi dettagli. Le vittime sarebbero state scelte per la loro vulnerabilità e per elementi comuni come nome, età, aspetto e origine. Frumuzache avrebbe studiato i loro annunci online e fatto sopralluoghi nei giorni precedenti agli omicidi.
Ipotesi alternative
Resta aperta anche la pista di delitti su commissione: Frumuzache potrebbe aver agito come sicario per bande criminali attive nello sfruttamento della prostituzione. Tuttavia, lui continua a negare qualsiasi altra uccisione oltre a quella delle due romene. Nel suo terzo interrogatorio, ha confermato quanto dichiarato in precedenza, precisando solo che la decapitazione di Denisa è avvenuta nel campo dove sono stati ritrovati i resti, usando una katana.
Le indagini proseguono, con gli inquirenti convinti che la verità completa emergerà solo attraverso ulteriori accertamenti e riscontri sul territorio.


