Una vicenda "spinosa"
|Donna morta sulla panchina: “Nessun strumento per costringerla a curarsi”
Il sindaco Murzi in visita al Versilia in solidarietà al Pronto Soccorso
Si poteva fare un Tso o un Aso alla donna poi morta su una panchina a Viareggio?
“Assolutamente no. Un Tso è solo per pazienti psichiatrici, e lo stesso vale per un Aso”.
E’ questa la risposta alla domanda posta al sindaco di Forte dei Marmi, Bruno Murzi, noto cardiochirurgo, nella nella sua qualità di presidente zonale della Conferenza dei sindaci, che questo pomeriggio è recato al Pronto Soccorso dell’ospedale Versilia per portare solidarietà al primario della struttura, dottor Giuseppe Pepe e a tutto lo staff per il caso del decesso di Maria Rita Morrone, trovata senza vita su una panchina nel parco di via dei Comparini.
“La signora ha sempre rifiutato di farsi curare, ci sono le cartelle cliniche che lo dimostrano, e quando è stata visitata in Pronto Soccorso – ha spiegato Murzi – più volte se ne è andata, firmando le dimissioni. Anche i volontari di strada, della Misericordia, che hanno cercato di aiutarla, hanno trovato ostacoli”.
“In accordo col primario di Psichiatria, il dottor Jacopo Massei – ha aggiunto Pepe – avevamo intenzione di chiedere alle autorità competenti la nomina di un amministratore di sostegno, proprio perchè potesse esserci una persona che decidesse per lei”.
La vicenda, come noto, dopo che il vedovo si è rivolto all’avvocato Enrico Carboni, è approdata alla Procura di Lucca che ha aperto un fascicolo per omicidio colposo. E per le indagini, due dottoresse, una in forza proprio al Pronto Soccorso, e l’altra nel reparto di Dermatologia, hanno ricevuto un avviso di garanzia.
“Voglio ribadire – ha precisato Murzi – che un avviso di garanzia non è una condanna, ma un atto dovuto, anche per permettere alle stesse di partecipare all’esame autoptico in programma a Lucca martedì prossimo. Ho letto sui social commenti vergognosi, dove viene dato di assassini ai medici del Pronto Soccorso. Ben venga l’indagine, per fare emergere la verità. I medici si fanno in quattro per assistere le persone, dobbiamo portare rispetto per il loro impegno quotidiano, come era avvenuto nel periodo della pandemia da Covid, quando si parlava dei sanitari come eroi”.
“Ringrazio il Pronto soccorso per il lavoro estivo, e il carico di stress”, le parole di Murzi. Dai dati snocciolati, nei primi 15 giorni di agosto gli accessi al Pronto Soccorso del Versilia sono stati ben 3973, di cui i codici rossi solo il 2%, una enormità rispetto ai 1292 dello stesso periodo all’ospedale dell’Elba.
“Dobbiamo comprendere che il Pronto Soccorso – ha concluso il sindaco – non può essere il collo di un imbuto. Qui arrivano casi gravi, a cui dare la precedenza. Stiamo lavorando per poter “costruire” un padiglione per i codici minori, come un ginocchio sbucciato o qualche linea di febbre”.
“La signora deceduta – ha voluto precisare il primario Pepe – non è mai stata cacciata, come nessuno dei tantissimi pazienti che si presentano per essere visitati, e curati. Qui accogliamo, non respingiamo le persone. Non parlo della vicenda specifica e non rispondo a quello che viene detto sui social, che non frequento, anche se alcuni dei 100 operatori che lavorano nella nostra struttura mi hanno riferito di alcuni eccessi che li hanno colpiti e amareggiati”.


