Il funerale si terrà lunedì alle 10, nella chiesa di San Michele Arcangelo a Crespina.
Il mondo dell’arte piange Carlo Pepi, scomparso a 87 anni dopo un periodo di ricovero a Cecina. Critico d’arte e collezionista, era considerato uno dei massimi conoscitori di Modigliani.
La sua fama esplose nel 1984, quando smascherò la celebre beffa delle false teste ritrovate nei fossi di Livorno. Mentre gran parte della critica gridava al miracolo, Pepi non ebbe dubbi: le definì subito “falsi maldestri”. Pochi giorni dopo, tre studenti confessarono di averle scolpite con il trapano, per denunciare la leggerezza del sistema artistico.
Anche nel 2017 il suo intuito si rivelò decisivo. A Genova, durante la mostra dedicata a Modigliani, Pepi denunciò la presenza di numerose opere sospette. Le indagini confermarono i suoi dubbi: i quadri erano contraffatti, l’esposizione venne chiusa e gli organizzatori finirono a processo.
Trasferitosi da anni a Crespina, nel Pisano, aveva trasformato la propria villa in una straordinaria raccolta di migliaia di opere dell’Ottocento e del Novecento. A gennaio la Regione Toscana lo aveva premiato con il Pegaso alato per il suo contributo alla cultura.
La famiglia ha annunciato sui social la sua scomparsa e informato che il funerale si terrà lunedì alle 10, nella chiesa di San Michele Arcangelo a Crespina.


