L'arresto
|Latitante catturato a Pisa dai Carabinieri, da un anno era irreperibile
Irruzione dei militari del Gis nell’appartamento
Dopo oltre un anno di latitanza, si è conclusa nel tardo pomeriggio di sabato 18 ottobre l’imponente operazione che ha portato alla cattura di Allija Zuka, 37 anni, di origine Sinti kosovara, ricercato dal 4 luglio 2024 e considerato un esponente di spicco di un gruppo criminale dedito a rapine e reati contro il patrimonio.
L’uomo, destinatario di un ordine di carcerazione a nove anni di reclusione emesso dalla Procura di Pisa, è stato rintracciato in un’abitazione privata nel capoluogo toscano grazie a una complessa attività investigativa condotta dal Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia dei Carabinieri di Pontedera, con la collaborazione del Raggruppamento Operativo Speciale (Ros), del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo dei Carabinieri di Pisa e del Gruppo di Intervento Speciale (Gis).
La rapina del 2021 e la condanna
La condanna a nove anni, divenuta definitiva dopo la dichiarazione di inammissibilità del ricorso in Cassazione il 4 luglio 2024, riguarda una violenta rapina avvenuta il 15 febbraio 2021 a Pontedera, quando tre uomini fecero irruzione in una villa dove si trovava un’anziana di 83 anni. La donna fu picchiata e minacciata per ottenere le chiavi della cassaforte e, a causa dello shock, fu colta da un infarto, fortunatamente non fatale.
Le indagini dei Carabinieri di Pontedera permisero di identificare i responsabili in Allija Zuka e due suoi nipoti, tutti della stessa etnia. I tre furono arrestati nel giugno 2021 e tradotti in carcere.
La fuga e la latitanza
Successivamente, nel gennaio 2023, Zuka era stato ammesso agli arresti domiciliari presso la sua abitazione di Pontedera, in via Podere Cincinnato, con braccialetto elettronico. Ma, dopo la conferma della condanna, si liberò del dispositivo e fuggì, rendendosi irreperibile fino a pochi giorni fa.
I reati durante la fuga
Durante la latitanza, l’uomo avrebbe commesso altri gravi episodi di violenza.
L’11 ottobre 2024, a Ponsacco, avrebbe partecipato a un agguato armato nei confronti di due uomini di etnia rom, contro i quali sarebbero stati esplosi diversi colpi di pistola. L’arma, poi sequestrata, risultò rubata in un furto in abitazione a Vasto, in provincia di Chieti,
Il 22 dicembre 2024, invece, Zuka e i suoi tre nipoti furono identificati come gli autori di una violenta aggressione al gestore del night club “Cleo” di Crespina-Lorenzana, picchiato con tirapugni e lasciato a terra con gravi lesioni.
Per questi fatti, il Gip del Tribunale di Pisa, su richiesta della Procura, aveva emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere lo scorso luglio, eseguita a settembre nei confronti dei complici, ma non di Zuka, che continuava a nascondersi.
La cattura
Dopo settimane di pedinamenti e intercettazioni, i Carabinieri hanno localizzato il rifugio del latitante in un’abitazione privata di Pisa. L’operazione è scattata nel pomeriggio del 18 ottobre: l’irruzione del Gis ha consentito di sorprendere l’uomo all’interno dell’appartamento, senza che opponesse resistenza.
Allija Zuka è stato quindi trasferito in carcere per l’esecuzione della pena di nove anni relativa alla rapina del 2021, mentre proseguono le indagini della Procura di Pisa sui reati commessi durante la latitanza.


