Logo
“Ti ammazzo”: strangola e spara alla tassista, fermato l’aggressore

Incastrato dal Dna

È stato fermato alla barriera di Prato Ovest un cittadino cinese di 35 anni, ritenuto uno dei due esecutori materiali del tentato omicidio e della rapina ai danni di una connazionale di 46 anni, avvenuti nella notte tra il 17 e il 18 aprile 2025.
La vittima, che svolgeva abusivamente l’attività di tassista, era stata strangolata con il cavo di una ciabatta elettrica e colpita al volto con un colpo di pistola.

L’operazione, coordinata dalla Procura della Repubblica di Prato diretta dal dottor Luca Tescaroli, è stata condotta dalla Squadra Mobile e ha portato al fermo del sospettato, che si stava preparando a lasciare l’Italia. Il procuratore ha sottolineato il “particolare interesse pubblico” del caso, volto a mostrare l’impegno delle forze dell’ordine “nel contrastare l’agire criminale in seno alla comunità cinese”.

La notte dell’agguato

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il fermato – conosciuto su WeChat con il nickname “Lu” – aveva contattato la donna per farsi accompagnare in auto da Prato a Vaiano. Giunti in una zona isolata di montagna, si sarebbe fatto sedere sul sedile posteriore della Volkswagen Sharan della tassista, quindi le avrebbe detto: “Ti ammazzo”, prima di passarle il cavo elettrico intorno al collo e stringerlo fino quasi a soffocarla, colpendola ripetutamente con pugni al volto.

La donna, dopo essersi liberata mordendogli un dito, sarebbe stata nuovamente strangolata da dietro. Solo il passaggio di una pattuglia dei Carabinieri di Vaiano lo avrebbe fatto desistere. Subito dopo, l’aggressore avrebbe sparato al volto della vittima con una pistola dorata calibro 9, colpendola all’orecchio sinistro, prima di darsi alla fuga.

La 46enne, gravemente ferita ma viva, era riuscita a uscire dall’auto e a chiedere aiuto. Soccorsa da un poliziotto fuori servizio e dal 118, fu trasportata in ospedale con trauma cranico, frattura della mastoide, emorragie e un proiettile conficcato nella colonna cervicale. Lesioni che la misero “in serio e prolungato pericolo di vita”.

Le prove e il sequestro di droga e armi

Gli investigatori hanno lavorato per mesi su tabulati telefonici, intercettazioni e analisi del Dna, che ha incastrato il sospettato: le sue tracce biologiche erano sul cavo elettrico e sul volante dell’auto. Fondamentale anche la collaborazione della vittima, che ha aiutato a ricostruire i dettagli dell’aggressione.

Nel corso delle perquisizioni, la Polizia ha rinvenuto circa 9 chili di droga – tra anfetamine, ecstasy, MDMA, oppiacei e hashish – per un valore superiore a 200 mila euro, insieme a armi da fuoco, una pistola carica pronta all’uso e strumenti per la modifica di armi.
Un altro cittadino cinese di 39 anni è stato arrestato per la detenzione dello stupefacente e delle armi.

Le accuse

La Procura procede per tentato omicidio, rapina aggravata, detenzione e porto illegale di armi, oltre che per detenzione di sostanze stupefacenti.
È stata richiesta la convalida del fermo e l’applicazione della custodia cautelare in carcere. Sarà ora il giudice per le indagini preliminari a decidere.

“L’obiettivo – ha dichiarato il procuratore capo Luca Tescaroli – è far conoscere alla collettività l’impegno costante della magistratura e delle forze dell’ordine nel contrastare con fermezza ogni forma di criminalità organizzata, ovunque essa si annidi.”