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Bimbo di due anni morto all’asilo, la Procura indaga per omicidio colposo

Al momento non ci sono iscritti nel registro degli indagati

La Procura di Arezzo ha aperto un fascicolo per omicidio colposo contro ignoti per far luce sulla morte del bimbo di due anni soffocato nel giardino dell’asilo nido “Ambarabà Ciccì Coccò”.

Bimbo muore a due anni mentre gioca all’asilo

Un atto dovuto, spiegano gli inquirenti, ma che racchiude tutto il peso di una vicenda che ha travolto la valle del Casentino come un’onda gelida.

Giovedì sera, mentre le indagini dei Carabinieri proseguivano senza sosta, Soci si è fermata. Le luci delle case si sono abbassate e quasi duemila persone si sono riversate per strada, stringendo tra le mani una fiaccola e nel cuore l’incredulità. Davanti alla chiesa, il parroco don José ha guidato un momento di preghiera, poi il lungo corteo silenzioso ha attraversato le vie del paese. In apertura camminava il sindaco di Bibbiena, Filippo Vagnoli, insieme a diversi amministratori del territorio. Accanto a loro, il dolore composto di un’intera comunità.

Tra i tanti messaggi arrivati ai familiari, anche quello del Vescovo Andrea Migliavacca, che ha affidato il piccolo alle sue preghiere e ha espresso vicinanza a chi oggi è travolto da un lutto assurdo, inconcepibile.

Mentre Soci si stringeva attorno ai genitori, i Carabinieri continuavano a ricostruire i minuti fatali. L’asilo è stato posto sotto sequestro. Sono state ascoltate le persone presenti, acquisite le immagini di una telecamera posizionata sul balcone di una casa di fronte. Gli investigatori stanno concentrando l’attenzione su alcuni punti chiave: la sorveglianza durante il gioco in giardino, la tempestività dei soccorsi, il tempo trascorso tra l’incidente e la chiamata al 118. Bisognerà capire se vi siano responsabilità nella custodia del bambino e se qualcosa avrebbe potuto essere fatto prima.

Secondo una delle prime ipotesi — ancora da verificare — il bimbo potrebbe essersi arrampicato su un piccolo albero rimanendo impigliato con il laccio della felpa. Una dinamica terribile, che però al momento resta solo una possibilità. Sarà l’autopsia, disposta dal pubblico ministero Angela Masiello, a fornire elementi più solidi.

Il personale dell’asilo, composto da 16 dipendenti tra cui 11 maestre, è sconvolto. La prima educatrice ad accorgersi dell’accaduto ha avuto un malore violento, tanto da essere ricoverata con ossigeno. Sul cancello della struttura, ora deserta, si sono accumulati fiori, peluche, biglietti. Una parente, in lacrime, ha sussurrato una frase che in paese ripetono tutti: «A due anni non si può morire così».

I genitori, molto conosciuti e stimati, erano al lavoro quando hanno ricevuto la telefonata che nessuno dovrebbe mai sentire. Hanno raggiunto l’asilo in pochi minuti, sperando contro ogni speranza. Ma il loro bambino non ce l’aveva fatta. Da allora, il paese intero cammina sottovoce.

Le indagini continuano. Al momento non ci sono iscritti nel registro degli indagati. Ma la comunità, stretta nel buio illuminato da migliaia di fiammelle, chiede una sola cosa: capire come sia stato possibile che un gioco qualunque si trasformasse in una tragedia senza ritorno.