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Infettivologo a processo per violenze sessuali in corsia

Tra lle accuse anche il racconto di un bacio improvviso

Il caso che da mesi scuote l’ospedale di Livorno arriva in tribunale. Il medico infettivologo Claudio Pantini, 63 anni, è stato rinviato a giudizio con l’accusa di aver compiuto abusi sessuali su più pazienti durante la sua attività nel reparto di Malattie infettive. La prima udienza è fissata per il 17 marzo 2026.

Secondo la Procura, gli episodi sotto esame sarebbero tredici, distribuiti nel corso di diversi anni. Dodici di questi erano già stati al centro dell’inchiesta che portò all’arresto – misura poi revocata – mentre un tredicesimo è emerso successivamente attraverso una denuncia pubblica che ha avuto forte eco in città.

Il racconto dell’uomo che ha denunciato il bacio

A far riaccendere l’attenzione sul caso è stata la testimonianza dell’ex assessore comunale Francesco Belaise, unico a essersi costituito parte civile. È stato lui a raccontare di un incontro col medico che, a suo dire, sarebbe degenerato in un contatto fisico non richiesto. Secondo la sua versione, dopo un primo approccio cordiale legato a una richiesta di esami, l’infettivologo gli avrebbe proposto di rivedersi. Durante uno degli incontri successivi — riferisce Belaise — il medico gli avrebbe chiesto di spogliarsi per una visita, toccandolo in modo che lui definisce inappropriato.

Ma è soprattutto un dettaglio ad aver colpito gli inquirenti: il bacio. Belaise sostiene che, mentre si avviava verso l’uscita, Pantini si sarebbe avvicinato e gli avrebbe dato un bacio sulle labbra, «all’improvviso», lasciandolo attonito e profondamente imbarazzato. uel gesto, racconta, lo avrebbe spinto a riflettere a lungo prima di trovare il coraggio di denunciare. E quando venne a conoscenza delle prime notizie sull’indagine, decise di scrivere immediatamente al primario del reparto per segnalare che anche lui — a suo dire — era stato vittima di una condotta impropria. Da lì scattò la convocazione da parte dei carabinieri del Nas, che raccolsero la sua testimonianza.

La linea della difesa

Pantini, assistito dall’avvocato Renato Luparini, respinge ogni accusa. Il legale definisce l’impostazione dell’accusa “da verificare punto per punto” e annuncia che al dibattimento verranno richieste consulenze tecniche per valutare i comportamenti professionali del medico. La difesa sottolinea che il dottore è tornato al lavoro dopo la revoca delle misure interdittive e che una precedente ipotesi di reato — la corruzione — è già stata archiviata.

Un processo molto atteso

Il procedimento si preannuncia complesso, con testimonianze, documenti medici e valutazioni tecniche che verranno analizzati in aula. Sarà il tribunale, e solo il tribunale, a stabilire se le accuse troveranno riscontro o se l’imputato sarà assolto. Nel frattempo, il caso continua a far discutere la città, non solo per il numero e la natura delle contestazioni, ma anche per il coinvolgimento di una figura pubblica che ha scelto di raccontare la propria esperienza in prima persona.