Niente scuola, medicina alternativa e sconosciuti all’anagrafe: due bimbi tolti dal bosco in Toscana
La coppia aderisce al gruppo ‘Noi è, Io Sono, One People’
Un blitz dei Carabinieri e dei servizi sociali ha strappato due bambini alla loro famiglia, nascosta tra i boschi della provincia di Arezzo. Harald, 44 anni, perito elettronico di Bolzano, e Nadia, di origine bielorussa, hanno visto portare via i loro figli di 8 e 4 anni lo scorso 16 ottobre, in base a un provvedimento emesso dal Tribunale dei minori di Firenze.
Secondo quanto emerge dal decreto, i bambini non risultavano iscritti né all’anagrafe né a nessun percorso scolastico riconosciuto. La coppia aderisce al gruppo ‘Noi è, Io Sono, One People’, comunità che rifiuta le istituzioni e le leggi dello Stato e riconosce solo quella “naturale”. La scuola parentale, secondo i documenti giudiziari, non era regolare e i genitori non hanno collaborato con i servizi sociali nei controlli sanitari.
“Venivano ogni mese per convincerci a mandare i nostri figli a scuola – ha raccontato Harald in tv– ma noi abbiamo rifiutato”. Le immagini diffuse dal padre mostrano l’arrivo dei Carabinieri in tenuta antisommossa: un intervento rapido, durante il quale i bambini sono stati prelevati senza incidenti, ma con grande tensione emotiva.
La sindaca di Caprese Michelangelo conferma: “Non risultavano iscritti a nessuna procedura di istruzione parentale. In altri casi simili, le famiglie seguono regolarmente gli esami annuali, qui no”. I genitori contestano il provvedimento e parlano di “violazione dei diritti naturali” e di un allontanamento ingiusto.
Il caso di Harald e Nadia segue di pochi giorni quello di Nathan e Catherine a Palmoli, in Abruzzo, segnando un nuovo fronte nelle tensioni tra comunità “autonome” e istituzioni. Il video del blitz e la protesta dei genitori hanno già scatenato discussioni sui social, tra chi difende la libertà educativa e chi sottolinea la tutela dei minori.


