Nella struttura protetta
|L’aggressore seriale di donne rinchiuso in un Rems, 10 le vittime
Tescaroli: “Si tratta di episodi gravi che hanno creato allarme sociale
È stato trasferito in una Residenza per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza (Rems) il giovane marocchino di vent’anni che, tra settembre e dicembre, ha seminato il terrore tra le donne del centro di Prato. Il ragazzo, affetto da disturbi psichiatrici, è accusato di aver aggredito almeno dieci donne italiane, l’ultima delle quali ha riportato gravi ferite al volto. Dopo il primo ricovero nel reparto di Psichiatria dell’ospedale Santo Stefano, il ventenne era riuscito a allontanarsi, venendo successivamente fermato nella casa di una parente. Ora resterà in struttura protetta su disposizione del giudice per le indagini preliminari, che ha accolto la richiesta della procura emettendo un’ordinanza di misura di sicurezza provvisoria.
Il giovane, difeso dall’avvocato Roberta Roviello, è accusato di una lunga serie di aggressioni avvenute tra il 1 settembre e il 7 dicembre 2025. La prima vittima riportò fratture al volto guaribili in trenta giorni, successivamente sono state aggredite dipendenti di supermercati e di imprese di pulizie, sia in strada sia all’interno dei negozi. Tra gli episodi più gravi, una donna è stata fatta cadere con violenza riportando la frattura del capitello radiale sinistro, e un’altra è stata sfregiata in piazza delle Carceri.
Il procuratore capo di Prato, Luca Tescaroli, ha sottolineato l’aggravante legata alla finalità di odio etnico, poiché tutte le vittime erano di nazionalità italiana. “Si tratta di episodi gravi che hanno creato forte allarme sociale – ha dichiarato Tescaroli – Il trasferimento in Rems garantisce la sicurezza della comunità e, al contempo, l’adeguata tutela sanitaria per il giovane, che necessita di cure psichiatriche specifiche”. La vicenda ha riacceso il dibattito sulla sicurezza urbana e sul ruolo delle strutture psichiatriche protette, evidenziando la complessità di gestire soggetti con disturbi mentali pericolosi per la collettività.


