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Strage di pecore sui binari, sono 70 gli ovini morti: e ora arriva la maxi multa per il pastore
Foto di repertorio

Gli animali superstiti hanno riportato ferite importanti

Una vera e propria tragedia quella che ha colpito una azienda agricola storica di Fucecchio: nella serata di giovedì 18 dicembre circa settanta ( e non venti come ipotizzato in un primo momento ) pecore nere della famiglia Visintin sono state investite e uccise da un treno lungo la linea ferroviaria tra San Romano e San Miniato, in località Casa Bonello, mentre pascolavano liberamente nei campi vicini a via Cavane.

Gli animali rappresentavano non solo un valore economico significativo per l’attività di produzione casearia della famiglia – che alleva anche mucche e capre – ma anche un legame affettivo profondo. Oltre al trauma della perdita, i Visintin si sono trovati a dover affrontare una sanzione amministrativa di quasi 4mila euro per i disagi provocati alla circolazione ferroviaria, sospesa per ore sulla linea Firenze-Livorno. La rimozione delle carcasse dai binari, compito delicato e doloroso, ha richiesto oltre cinque ore di lavoro da parte prima dei Vigili del Fuoco e poi affidata a una ditta specializzata di Parma.

Secondo quanto raccontano persone vicine alla famiglia, le pecore erano abituate a pascolare in quella zona senza problemi. Tuttavia, alcuni capibranco hanno condotto il gregge sui binari, dove la mancanza di recinzioni ha reso impossibile allontanare gli animali. Il pastore ha tentato di richiamarle anche con l’aiuto dei cani, ma la conformazione del terreno e la paura degli animali hanno reso ogni sforzo vano. Tra gli animali morti, molte erano gravide, mentre i venti-trenta superstiti hanno riportato ferite importanti.

Per tutelarsi, la famiglia si è rivolta all’avvocato Andrea Massaini, con l’intenzione di contestare la multa della Polfer, sottolineando che il tratto ferroviario interessato è completamente accessibile e privo di barriere, e che il rischio era pertanto inevitabile. L’episodio, oltre a bloccare per ore il traffico ferroviario, rappresenta un grave colpo emotivo ed economico per un’azienda che da cinquant’anni vive di allevamento.