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“Basta vite precarie”, protesta a Firenze dei lavoratori dei musei

Chiesta la stabilizzazione

Il piazzale degli Uffizi è diventato luogo di protesta per i lavoratori a tempo determinato impiegati nei musei fiorentini. Con uno striscione eloquente – “Basta vite precarie” – addetti ai servizi museali hanno chiesto un cambio di rotta nelle politiche occupazionali del settore.

L’iniziativa, promossa dal sindacato Sudd Cobas, ha acceso i riflettori su una realtà che, secondo i manifestanti, rappresenta una colonna portante del sistema museale e dell’intera economia turistica cittadina. Nonostante il ruolo centrale svolto quotidianamente, denunciano i lavoratori, le condizioni contrattuali restano fragili e caratterizzate da bassi salari e instabilità.

Al centro della contestazione il modello degli appalti pubblici, che farebbe ampio ricorso a contratti a progetto o comunque a termine. Una modalità che, per il sindacato, alimenta incertezza e precarietà strutturale.

La richiesta rivolta alle istituzioni è chiara: superare l’attuale sistema e avviare un percorso di stabilizzazione che garantisca tutele e continuità occupazionale a chi lavora nei musei della città.