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Un cold case del 1983 torna a scuotere Firenze: un esposto riapre la pista sul Mostro

L’avvocato Alfano: “Chi ha ucciso Clelia Cuscito è sempre in vita”

A oltre quarant’anni di distanza, un omicidio rimasto senza colpevole torna a chiedere verità. È quello di Clelia Cuscito, 37 anni, ex infermiera, prostituta, uccisa a coltellate il 14 dicembre 1983 nel suo appartamento di via Giampaolo Orsini. Un delitto archiviato come cold case che ora riemerge con forza grazie a un esposto depositato in procura, capace di aprire nuovi scenari investigativi e di collegare quel delitto ai misteri ancora irrisolti del Mostro di Firenze.
L’atto, presentato dall’avvocato Mattia Alfano, individua un possibile responsabile – una persona ancora in vita e mai indagata – e suggerisce una pista finora rimasta sullo sfondo: quella di una rete sommersa legata alla prostituzione e alla pornografia amatoriale, un ambiente che potrebbe aver fatto da contesto comune a più delitti avvenuti tra il 1982 e il 1984.

Clelia Cuscito fu trovata senza vita nella casa dove incontrava i clienti, colpita con 15 coltellate, un accanimento che già all’epoca aveva fatto ipotizzare una mano esperta e una violenza non casuale. Il suo omicidio rientra in una serie di quattro casi irrisolti di prostitute uccise a Firenze in quegli anni: il 12 febbraio 1982 Giuliana Monciatti, ex ballerina quarantenne, assassinata con una trentina di coltellate in via dell’Anconella; il 27 luglio 1984 Giuseppina Bassi, 55 anni, ex modella, strangolata in un’abitazione vicino alla stazione di Santa Maria Novella; il 13 ottobre dello stesso anno Luisa Meoni, 42 anni, trovata morta nel suo appartamento di via della Chiesa.
Delitti che gli inquirenti hanno più volte considerato possibili “mondi” di azione paralleli rispetto a quelli delle coppiette uccise dal Mostro, ma che secondo la nuova ricostruzione potrebbero invece convergere in un’unica trama criminale, con elementi finora mai emersi: “un mondo sommerso di prostituzione e pornografia amatoriale”.

“La soluzione del caso proposta potrebbe gettare nuova luce anche sui delitti del Mostro”, anticipa l’avvocato Alfano, sottolineando come l’esposto indichi accertamenti specifici che la Procura potrebbe svolgere per verificare collegamenti rimasti inesplorati per decenni. Un lavoro che si è avvalso anche del contributo del giornalista Matteo Calì e del consulente Loris Bonacci Martinelli.
Domani, alle ore 12, l’avvocato Mattia Alfano terrà una conferenza stampa nel suo studio di Firenze, in via Lamarmora 51, durante la quale illustrerà nel dettaglio i contenuti dell’esposto e gli elementi che, secondo il legale, potrebbero finalmente portare all’identificazione dell’assassino.
Per Firenze, e per una delle pagine più oscure della sua storia criminale, si apre forse un nuovo capitolo. Dopo quarant’anni di silenzio, i fantasmi del passato tornano a bussare alla porta della giustizia.