La bomba
|Ordigno, 4843 evacuati: per disinnescare la bomba arrivano gli artificieri
Le operazioni, dirette dalla Prefettura, domenica 18
Empoli si prepara a fare i conti con un’eredità rimasta sepolta per oltre ottant’anni. Domenica 18 gennaio 2026 scatterà una delle più imponenti operazioni di protezione civile degli ultimi anni: il disinnesco di una bomba d’aereo da 500 libbre, residuato del secondo conflitto mondiale, rinvenuta nel cantiere del Teatro Il Ferruccio, in piazza Guido Guerra.
Un ordigno potenzialmente devastante, che renderà necessaria l’evacuazione di 4.843 persone: circa 3.600 residenti nel Comune di Empoli e 1.243 nel Comune di Vinci. Grazie a una complessa struttura di contenimento realizzata dai genieri dell’Esercito, l’area di sgombero è stata ridotta a un raggio di 468 metri, ma l’impatto sull’intero territorio resta enorme.
A occuparsi del disinnesco saranno gli artificieri del Reggimento Genio Ferrovieri dell’Esercito Italiano di Castel Maggiore, che opereranno in due fasi: prima il despolettamento sul posto, con la rimozione dei sistemi di innesco, poi il trasporto dell’ordigno in una cava, dove verrà fatto brillare in sicurezza.
Dietro l’intervento, una macchina organizzativa imponente, coordinata dalla Prefettura di Firenze, che ha convocato numerose riunioni operative con tutti i soggetti coinvolti: forze dell’ordine, vigili del fuoco, sanità, protezione civile, enti locali, gestori dei servizi essenziali e società della viabilità. Un lavoro di pianificazione minuzioso per ridurre al minimo i rischi e i disagi per la popolazione.
La cosiddetta zona rossa sarà completamente interdetta: niente traffico, niente pedoni, nessuna attività aperta. Residenti e animali domestici dovranno lasciare le abitazioni, i veicoli non potranno restare parcheggiati e ogni funzione, commerciale o religiosa, sarà sospesa fino alla fine delle operazioni. A presidiare l’area saranno allestiti 20 varchi — 11 a Empoli e 9 a Vinci — controllati dalla polizia municipale e dai volontari della protezione civile.
Particolare attenzione è stata riservata alle persone fragili. Uno screening dell’Asl Toscana Centro ha individuato 85 cittadini con esigenze sanitarie, per i quali sono stati predisposti servizi dedicati di trasporto e accoglienza già a partire da sabato 17 gennaio.
Per chi dovrà lasciare casa, sono state individuate aree di accoglienza attrezzate: a Empoli la scuola Busoni in via Raffaello Sanzio, a Vinci il palazzetto Falcone e Borsellino. Qui saranno garantiti assistenza sanitaria, acqua e pasti fino alla conclusione delle operazioni.
Il cronoprogramma è serrato: oggi, venerdì 16 gennaio, scatterà l’attivazione dei centri operativi; domenica 18, dalle 7 del mattino, inizieranno la chiusura dei varchi e l’evacuazione. Alle 9, a zona completamente sgombra, prenderà il via il disinnesco. Solo a operazioni concluse sarà possibile il rientro dei residenti e la graduale ripresa della normalità.
A coordinare tutto, il Centro Coordinamento Soccorsi, operativo fin dalle prime ore del mattino sotto la regia della Prefettura. Un dispositivo straordinario per neutralizzare una minaccia silenziosa rimasta nascosta per decenni sotto il cuore della città. Una domenica sospesa, con Empoli e Vinci chiamate a fermarsi, per chiudere definitivamente un capitolo di guerra che ancora oggi continua a riaffiorare dal sottosuolo.


