Stop alle trasferte per Fiorentina e Roma, lo ha deciso il Viminale
Dopo la guerriglia in A1
Stop alle trasferte in campionato fino al termine della stagione per i tifosi di Fiorentina e Roma. È la decisione del Ministero dell’Interno dopo i violenti scontri avvenuti domenica 18 gennaio lungo l’Autostrada del Sole, all’altezza di Bologna. Un provvedimento duro, motivato dalla gravità degli episodi e dai precedenti delle due tifoserie, che però non riguarderà le competizioni europee.
La miccia si è accesa in viaggio. Secondo le prime ricostruzioni, un primo contatto tra gruppi contrapposti ci sarebbe stato già all’autogrill di Cantagallo. La situazione è poi degenerata pochi chilometri dopo, nei pressi dello svincolo di Casalecchio, tra la tangenziale bolognese e l’uscita per Padova. Circa duecento tifosi, molti dei quali incappucciati, sono scesi da auto e pulmini bloccando di fatto la carreggiata.
Ne è nata una vera e propria guerriglia: spranghe, aste di bandiera e oggetti contundenti utilizzati come armi, auto danneggiate e automobilisti costretti ad assistere attoniti alle scene di violenza, documentate da numerosi video diventati virali in poche ore. Dopo il caos, i gruppi si sono dileguati rapidamente, riprendendo la marcia verso le rispettive destinazioni: i viola diretti a Bologna, i romanisti in viaggio verso Torino.
Sull’accaduto indagano la Digos e la Polizia Stradale, impegnate a identificare i responsabili e a ricostruire l’organizzazione degli scontri, che appaiono tutt’altro che casuali. Proprio la dinamica e il contesto hanno spinto il Viminale a intervenire con una misura eccezionale, ritenuta necessaria per prevenire nuovi episodi di violenza lungo le arterie autostradali e nei pressi degli stadi.
Il divieto riguarda esclusivamente il campionato italiano. Le trasferte europee restano consentite: la Roma in Europa League e la Fiorentina in Conference League potranno contare sul sostegno dei propri tifosi anche fuori casa.
Per i sostenitori viola, lo stop scatterà già dalla prossima trasferta a Napoli del 31 gennaio e proseguirà per tutto il girone di ritorno: Como, Udine, Cremona, Verona, Lecce, Roma e infine Torino contro la Juventus. Un calendario che, per molti, resterà soltanto sulla carta.
Un nuovo capitolo amaro per il calcio italiano, dove ancora una volta la violenza fuori dagli stadi finisce per colpire migliaia di tifosi che con gli scontri non hanno nulla a che fare.


