Ha scelto di salutare la vita con ironia, come aveva sempre vissuto. Luca Botteghi, scomparso dopo una lunga malattia, ha lasciato un manifesto funebre spiazzante e autoironico, degno di una commedia all’italiana. Poche righe dirette, nessuna retorica, “sono morto, non scomparso”, e l’invito a rinunciare a fiori e preghiere in favore di opere di bene — e perfino di un like a un video dedicato alla sua inseparabile Morgan. Avrebbe compiuto 70 anni il prossimo primo febbraio. Nato a Siena, contradaiolo dell’Istrice, amico di Gianna Nannini e cugino della sindaca Nicoletta Fabio, a trent’anni era stato assunto al Monte dei Paschi di Siena. Da lì il trasferimento a Viareggio, dove ha lavorato fino alla pensione come cassiere alla filiale di via Garibaldi.
Un impiegato fuori dal comune ma sempre professionale, capace di trasformare il rapporto con i clienti in un momento di umanità e racconto. Eccentrico nello stile, elegante nei modi, amava lo sport, gli animali — la gattina Grilla e la cagnolina Penelope — e le auto, in particolare la sua Morgan color crema con cui non passava inosservato.
Figlio di Luciano Botteghi, ispettore del Monte dei Paschi scomparso prematuramente, e di Maria Grazia Testi, insegnante e prima donna priore dell’Istrice, lascia il fratello Carlo, la zia, la cugina Nicoletta Fabio e Daniele, cresciuto come un figlio.
I funerali si tengono oggi a Siena, nella contrada dell’Istrice. Un ultimo saluto nel segno di quello stile leggero e ironico che non lo ha mai abbandonato.


