Il predatore di borse
|Il rapinatore seriale delle donne catturato a Pisa
Preso dalla Mobile, ora è in carcere
La Polizia di Stato di Pisa ha stretto le manette intorno a un quarantenne tunisino già noto alle forze dell’ordine e senza fissa dimora, accusato di una lunga serie di reati ai danni di donne, in gran parte anziane. L’uomo è stato arrestato in flagranza nella serata del 2 febbraio, dopo aver sottratto la borsa a una donna di 59 anni nei pressi di un supermercato di via Chiassatello.
Gli agenti della Squadra Volante sono intervenuti tempestivamente e lo hanno intercettato in via Nugolaio, dove il malfattore ha tentato di scavalcare un cancello per sfuggire all’arresto. Nonostante la resistenza, che ha provocato lievi contusioni agli operatori, l’uomo è stato bloccato e portato in Questura. Arrestato per rapina impropria, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, è stato poi condotto in giudizio per direttissima, convalidato dal Tribunale e tradotto in carcere.
Ma le indagini della Squadra Mobile, coordinate dalla Procura di Pisa, hanno fatto emergere un quadro ben più preoccupante: il quarantenne è accusato anche di due rapine aggravate, quattro furti con strappo, tre furti e quattro indebiti utilizzi di carte di credito, tutti avvenuti tra ottobre e dicembre 2025 nei pressi di supermercati e vie centrali di Pisa. Le vittime, donne tra i 25 e gli 85 anni, in alcuni casi hanno subito gravi lesioni: un’ottantacinquenne ha riportato la rottura del collo del femore, un’altra donna di 79 anni gravi contusioni ed ematomi.
L’uomo agiva con modalità ricorrenti: spesso in sella a bici o monopattino, individuava donne sole, sottraeva borse con violenza o approfittando di momenti di distrazione, per poi recarsi in tabaccherie dove utilizzava le carte di credito rubate. L’analisi delle transazioni bancarie e dei filmati di videosorveglianza ha permesso alla polizia di ricostruire il collegamento tra furti e spese, consolidando le accuse a suo carico.
Il predatore delle borse di Pisa è ora in carcere, a disposizione dell’autorità giudiziaria, mentre le indagini proseguono per verificare ulteriori episodi analoghi. La vicenda conferma l’importanza della collaborazione tra cittadini e forze dell’ordine e l’attenzione costante della polizia verso i reati predatori, soprattutto quelli che colpiscono le persone più vulnerabili.


