Logo
La Chiesa di Lucca prega per la famiglia Kola sterminata dal monossido di carbonio

Stasera la veglia con Vescovo

È un silenzio carico di dolore quello che avvolge Porcari dopo la tragedia che ha strappato alla vita Arti Kola, sua moglie Jonida e i loro figli, Hajdar e la piccola Xhesika. Un silenzio che, come ha detto l’arcivescovo di Lucca monsignor Paolo Giulietti, “pesa come una pietra” su tutti coloro che li hanno conosciuti e amati. In una dichiarazione colma di partecipazione e vicinanza, l’arcivescovo invita la comunità a non lasciare che sia la morte ad avere l’ultima parola. “È il momento del lutto – afferma – e quindi anche di un silenzio che pesa come una pietra. A chi soffre per questo silenzio dico: non lasciate che la morte pronunci l’ultima parola. Lasciate che l’amore e l’amicizia che avete visto in questi nostri fratelli e sorelle siano la bussola dei vostri passi nel cammino della vita”.

Un pensiero particolare è rivolto ai più giovani, colpiti in modo profondo dalla perdita di Hajdar e Xhesika. «Siete nel lutto, nel doloroso silenzio – prosegue Giulietti – ma sappiate che prego per voi: perché il Signore tocchi le vostre ferite e vi accompagni in questo triste passaggio». La Chiesa lucchese si raccoglie così in preghiera, offrendo uno spazio di condivisione anche a chi non riesce a trovare le parole. «Affidate al Signore anche solo il silenzio – è l’invito dell’arcivescovo – pregate e non rimarrete mai soli. Questa è una vera tragedia, lo so. Ma sappiate che la morte non ha l’ultima parola: l’amore di Dio tutto può e tutto consola». Questa sera, venerdì 6 febbraio, alle ore 21, nella chiesa di San Giusto a Porcari, si terrà una veglia di preghiera in suffragio della famiglia tragicamente scomparsa. Alla veglia parteciperà anche il Cardinale Ernest Simoni, quasi centenario, di origine albanese come la famiglia Kola. Il porporato, che attualmente vive a Firenze, è da sempre vicino alle comunità albanesi della Toscana e visita spesso anche quelle della Lucchesia. La sua presenza rappresenta un ulteriore segno di vicinanza e di comunione nel dolore che ha colpito l’intera comunità.