Il dramma
|Sciopero al porto: chi era Niko Ulivieri, il giovane pilota morto in mare
Il cordoglio delle istituzioni
Dal cordoglio alla protesta. La morte di Niko Ulivieri, trentenne pilota del Corpo dei piloti del porto di Livorno, ha scosso profondamente la città di Livorno e l’intera comunità portuale. A poche settimane da un’altra tragedia sul lavoro, lo scalo labronico torna a fare i conti con un lutto che lascia sgomenti e riaccende il tema della sicurezza.
L’incidente si è verificato nel primo pomeriggio di martedì 24 febbraio, all’imboccatura del Porto di Livorno. Durante le operazioni di trasbordo del pilota dalla pilotina a uno yacht, una collisione – secondo le prime ricostruzioni con l’imbarcazione “Calypso” – ha provocato il ribaltamento della pilotina. Il giovane sarebbe rimasto intrappolato all’interno. Saranno gli accertamenti della Capitaneria di porto e della Procura a chiarire l’esatta dinamica e le eventuali responsabilità. Al vaglio anche le immagini delle telecamere presenti nella zona.
La proclamazione dello sciopero
Immediata la reazione sindacale. L’Unione Sindacale di Base ha indetto uno sciopero di 24 ore per tutto il personale marittimo e portuale, dalla mezzanotte di martedì fino a quella di mercoledì, parlando di “ennesima tragedia” e denunciando una lunga serie di incidenti che impongono interventi concreti sul fronte della sicurezza. Anche la Confederazione Generale Italiana del Lavoro ha espresso dolore e rabbia, sottolineando come si tratti della seconda morte sul lavoro in città nel giro di un mese. Il sindacato chiede chiarezza e una riflessione complessiva che coinvolga istituzioni e autorità marittime per rafforzare le misure di prevenzione.
Il cordoglio delle istituzioni
Il sindaco Luca Salvetti ha parlato di un dramma che colpisce l’intera comunità, stringendosi alla famiglia del giovane lavoratore. Analogo il messaggio della presidente della Provincia, Sandra Scarpellini, che ha richiamato con forza la necessità di vigilare sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.
Chi era Niko Ulivieri
Figlio di poliziotti, ex giocatore nelle giovanili del Don Bosco Livorno, Ulivieri aveva coltivato fin da ragazzo una passione autentica per il mare. Dopo gli studi all’Istituto Nautico Cappellini, aveva affrontato anni di impegno e sacrifici, alternando lavoro e formazione fino a superare il concorso che gli aveva permesso di entrare nel Corpo dei piloti. Avrebbe compiuto 31 anni ad aprile. A poco più di un anno dal matrimonio, stava per diventare padre. Un sogno che si stava realizzando, spezzato improvvisamente da un incidente che lascia una città intera nel dolore e impone, ancora una volta, una riflessione urgente sulla sicurezza di chi lavora ogni giorno in mare.


