Il blitz all'alba
|Traffico di anabolizzanti, sgominata la rete: in due nei guai
Tra Calabria e Toscana
Un traffico silenzioso, costruito nel tempo e alimentato da spedizioni sospette provenienti dall’estero. Due anni di indagini serrate e poi il colpo all’alba: i militari dei Carabinieri Nas hanno eseguito due misure cautelari tra Capannori e Cassano allo Ionio, in provincia di Cosenza. Al centro dell’inchiesta un presunto giro di importazione e commercializzazione di anabolizzanti privi di autorizzazione, distribuiti in varie regioni italiane. I destinatari dei provvedimenti sono due uomini di 36 e 50 anni: per il primo sono stati disposti gli arresti domiciliari, per il secondo l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. L’accusa, contestata in concorso, è di commercializzazione di sostanze anabolizzanti.
Un mercato parallelo diffuso in tutta Italia
L’indagine ha portato anche alla denuncia di altre 33 persone, ritenute coinvolte a vario titolo nella vendita di sostanze dopanti e nella ricettazione. Tra il 10 e il 15 febbraio sono state effettuate 29 perquisizioni domiciliari in diverse città italiane. Nel dettaglio, nell’abitazione dell’indagato toscano sono state sequestrate 27 confezioni di farmaci anabolizzanti. Molto più consistente il materiale rinvenuto in Calabria: oltre 380 confezioni di anabolizzanti e una confezione di nandrolone, sostanza inserita nelle tabelle degli stupefacenti. Complessivamente, il bilancio delle perquisizioni parla di oltre 650 confezioni di anabolizzanti e 10 di nandrolone sottratte al mercato illecito.
Due anni di intercettazioni e pedinamenti
Le indagini, condotte dal Nas di Firenze e coordinate dalla Procura di Pistoia, sono partite nel febbraio 2024 dal monitoraggio dell’indagato residente in Toscana. Nel corso dei mesi sono state effettuate intercettazioni telefoniche e telematiche, servizi di pedinamento, analisi dei flussi finanziari e dei tabulati telefonici, oltre allo studio dei profili di rischio legati alle spedizioni postali. Proprio dall’analisi dei pacchi sospetti è emerso uno degli elementi chiave dell’inchiesta. Tre i sequestri di plichi in transito: due spediti dalla Calabria verso Capannori e uno proveniente dalla Bulgaria e diretto nel Cosentino. All’interno, anabolizzanti destinati alla rivendita. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’uomo calabrese avrebbe avuto un ruolo centrale nell’approvvigionamento delle sostanze dall’estero, per poi rivenderle al presunto referente toscano, che si sarebbe occupato della distribuzione sul territorio nazionale.
L’operazione congiunta
Il blitz è scattato in contemporanea con il supporto del Nas di Cosenza e dei comandi provinciali dei carabinieri di Lucca e Cosenza. Le misure cautelari sono state emesse dopo l’interrogatorio preventivo disposto dall’autorità giudiziaria, sulla base del quadro indiziario raccolto. L’inchiesta, che ha messo in luce un canale stabile di rifornimento e vendita di sostanze dopanti, riaccende i riflettori sul mercato sommerso degli anabolizzanti, un business che viaggia tra spedizioni internazionali e palestre, alimentato dalla ricerca di performance a ogni costo.


