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Intrappolata tra i rovi, Terry ritrovata dopo ore di angoscia

A trovarla Marco Zeni e Cristiano Giannessi

 Una distesa di rovi, pendenze ripide e alberi altissimi a fare da barriera. In mezzo, ferma e spaventata, la piccola Terry. La cagnolina di otto anni si era allontanata dal rifugio finendo in una zona impervia alle spalle della struttura, inghiottita da una vegetazione fittissima che rendeva quasi impossibile scorgerla da terra. L’allarme è scattato dai volontari della Lega Nazionale per la Difesa del Cane Sezione Apuania Massa Carrara, che non vedendola rientrare hanno immediatamente attivato le ricerche. L’area montuosa che circonda il rifugio è tra le più insidiose: rovi intrecciati, dirupi nascosti e forti dislivelli mettono a dura prova anche i soccorritori più esperti. Sul posto sono arrivati i professionisti nella ricerca di animali scomparsi, Marco Zeni e Cristiano Giannessi. Dopo aver studiato mappe e conformazione del terreno, hanno fatto decollare un drone dotato di termocamera, unico strumento in grado di “leggere” il calore tra le chiome compatte degli alberi.

Per ore il velivolo ha sorvolato l’area, scandagliando un territorio ostile e intricato. Solo nel tardo pomeriggio è arrivata la svolta: un segnale termico, flebile ma chiaro, indicava la presenza di Terry. La cagnolina era rimasta impigliata tra i rovi, probabilmente dopo essere scivolata lungo un versante. Una prima squadra ha tentato di raggiungerla, ma il buio e la pericolosità del pendio hanno imposto lo stop. L’intervento è ripreso all’alba. Con attrezzature adeguate e guidati costantemente dal drone dall’alto, i soccorritori hanno aperto un varco nella vegetazione, avanzando metro dopo metro. Il recupero è stato delicato e complesso. Terry, impaurita, non poteva permettersi ulteriori movimenti bruschi. Con pazienza e coordinamento, i volontari sono riusciti a liberarla e a metterla in sicurezza. Poi la lenta discesa verso il rifugio, accolta dall’abbaiare festoso degli altri ospiti.

“È stata una delle operazioni più difficili degli ultimi anni – spiegano Zeni e Giannessi –. Il contesto era estremamente critico e il margine di errore quasi nullo”. Decisiva l’integrazione tra tecnologia e lavoro sul campo: senza l’occhio elettronico del drone, individuare la cagnolina tra i rovi sarebbe stato praticamente impossibile. Dopo ore di tensione, il bosco ha restituito Terry ai suoi custodi. Una storia che si chiude con un abbraccio e con la conferma che, quando competenza e solidarietà si incontrano, anche i salvataggi più complessi possono avere un lieto fine.