Accattonaggio con animali, esposto in Procura: “Cani usati come strumenti, ora basta”
Sabato il sit – in a Firenze
Un esposto formale alla Procura della Repubblica di Firenze per fare luce sul fenomeno dell’accattonaggio con animali nel territorio comunale. A depositarlo è stato il Comitato presieduto da Simone Scavullo, che punta l’attenzione sul benessere dei cani impiegati in strada e sulla presunta mancata applicazione del regolamento vigente. L’esposto richiama il possibile reato di maltrattamento di animali ai sensi dell’articolo 544-ter del Codice Penale e sollecita verifiche puntuali da parte dell’autorità giudiziaria. “Il problema esiste ed è sotto gli occhi di tutti”, afferma Scavullo. “I cani vengono lasciati per ore alle intemperie, sotto il sole d’estate e sotto la pioggia e il freddo in inverno. Vengono trasportati ogni giorno con i mezzi pubblici dalle periferie al centro e riportati indietro la sera, trattati come strumenti funzionali all’accattonaggio e non come esseri senzienti tutelati dalla legge”.
Secondo il Comitato, vi sarebbero segnalazioni e testimonianze che descrivono condizioni di custodia incompatibili con il benessere animale. Restano inoltre dubbi sulla provenienza di alcuni cani e sulla regolarità delle procedure di identificazione: microchip, passaporti europei e certificazioni sanitarie saranno oggetto di eventuali accertamenti.
Scavullo rivendica una distinzione chiara: “La nostra battaglia non è contro le persone in difficoltà. Ho sempre distinto tra chi utilizza sistematicamente gli animali come strumento per un accattonaggio organizzato e chi, pur vivendo un grave disagio sociale, considera il proprio cane un compagno di vita e non un mezzo di profitto”. E aggiunge: “Chi vive in strada e ama il proprio animale va aiutato”.
Diverso, secondo il Comitato, il caso di situazioni strutturate e reiterate. “Quando un animale viene esposto per ore, trasportato quotidianamente e utilizzato come mezzo per ottenere denaro, non si parla di povertà ma di possibile sfruttamento”.
La mobilitazione va avanti da tempo. Oltre 6.000 firme sono state raccolte e depositate sia presso il Comune sia presso la Regione Toscana per chiedere modifiche al regolamento e un rafforzamento degli strumenti di tutela. Le richieste, tuttavia, non sono state accolte. “Abbiamo ricevuto risposta formale in cui si comunica la volontà di non procedere ad alcuna modifica del regolamento vigente, ritenendo l’attuale impianto normativo sufficiente”, sottolinea il presidente.
Nel frattempo, viene evidenziato, la sanzione amministrativa prevista dal regolamento comunale per l’accattonaggio con animali non verrebbe applicata. “Un regolamento non può restare invariato e contemporaneamente non essere applicato. La legge deve essere rispettata e fatta rispettare”, insiste Scavullo.
Il Comitato chiede controlli sistematici, verifiche sulla provenienza degli animali, accertamenti veterinari immediati e il sequestro nei casi previsti dalla legge. Annunciato anche un sit-in pubblico sabato 7 marzo, dalle 11 alle 12, in Piazza della Repubblica (angolo via Pellicceria).
“Non è una battaglia ideologica — conclude Simone Scavullo — ma una battaglia di civiltà, legalità e rispetto”.


