Logo
Ancora avvolta nel mistero la morte di Mirella

Si attendono gli esiti dell’esame autoptico

Ancora nessuna certezza sulle cause della morte di Mirella Souza, 44 anni, trans residente a Pisa, avvenuta ad agosto dello scorso anno. I risultati dell’autopsia, disposti dalla Procura, non sono ancora stati resi noti, ma saranno determinanti per chiarire le responsabilità e ricostruire con precisione quanto accaduto. La giovane era stata ricoverata all’ospedale di Cisanello dopo aver subito un’iniezione di olio di silicone, sostanza vietata in Italia dal 1993 perché estremamente pericolosa. Nei giorni precedenti il ricovero, Mirella aveva accusato sintomi gravi, peggiorati fino a rendere necessario l’intervento urgente dei medici. Secondo quanto emerso, un’amica le avrebbe consigliato di dichiarare di essersi iniettata da sola il silicone, rallentando così l’assistenza e complicando il quadro clinico.  Poi il decesso, in ospedale. A fornire elementi chiave era stata la testimonianza di un “super testimone”, ascoltato dalla Squadra Mobile di Pisa, che aveva fatto il nome di chi avrebbe praticato l’iniezione: una cosiddetta bombaderos, arrivata da Roma. La vicenda aveva conferma come il mercato clandestino del silicone liquido continui a mietere vittime, soprattutto tra persone trans e vulnerabili, spesso costrette a rivolgersi a figure non autorizzate per motivi di discriminazione o difficoltà di accesso alle cure legali. L’olio di silicone, utilizzato per modellare glutei, seni e labbra, può provocare complicazioni immediate come embolie, reazioni allergiche e infezioni, oppure danni tardivi a tessuti e organi, fino alla morte. Nonostante il divieto vigente da oltre trent’anni, esiste ancora un mercato parallelo che mette a rischio vite umane per profitto.

La Procura, l’estate scorsa, aveva disposto il blocco del funerale, fino all’esecuzione dell’esame autoptico.

La morte di Mirella Souza è l’ennesima drammatica testimonianza di un fenomeno clandestino che continua a mietere vittime e che trasforma il desiderio estetico in rischio mortale. Fino a quando non si interverrà concretamente, la sicurezza delle persone più vulnerabili resterà una priorità ancora disattesa.