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Sotto le bombe, poi il ritorno: salvi i 14 giovani toscani bloccati in Libano

Erano in missione

Sono atterrati in Italia i primi toscani rimasti bloccati in Medio Oriente dopo l’improvvisa escalation militare che, dagli attacchi condotti da Stati Uniti d’America e Israele contro Iran, ha incendiato l’intera regione. Quattordici ragazzi, impegnati in una missione umanitaria in Libano con un’associazione fiorentina, sono arrivati questa mattina a Roma. Ad attenderli, famiglie e amici che per giorni hanno vissuto con il fiato sospeso. Ora potranno rientrare nelle loro case, finalmente al sicuro.

Il gruppo si trovava a Beirut quando la situazione è precipitata. Il trasferimento verso l’aeroporto internazionale Aeroporto di Beirut-Rafic Hariri è avvenuto in condizioni estremamente delicate, mentre nella capitale libanese risuonavano le esplosioni dei bombardamenti. Momenti di tensione e paura, raccontano fonti vicine ai ragazzi, ma nessuno è rimasto ferito. I giovani partecipavano a un progetto promosso da Opera La Pira, realtà impegnata da anni in attività di dialogo e cooperazione nel Mediterraneo. Il loro rientro era già programmato, ma la recrudescenza del conflitto ha trasformato una normale partenza in un’operazione ad alto rischio.

Quello di oggi è solo il primo rientro. Restano infatti ancora altri italiani in attesa di lasciare l’area interessata dagli scontri, mentre la Farnesina continua a monitorare l’evolversi della crisi. Per le famiglie toscane, però, questa giornata segna un sospiro di sollievo: dopo ore vissute nell’angoscia, i loro figli sono tornati a casa.