Il provvedimento
|Ville, auto di lusso e Rolex confiscati: truffati in tutta Italia, coinvolta anche la Toscana
Colpite le ricchezze accumulate
Una maxi operazione contro patrimoni accumulati illegalmente che tocca l’intero Paese, Toscana compresa. Le Fiamme Gialle di Trieste hanno eseguito la confisca definitiva di beni e denaro per oltre 1,5 milioni di euro, in esecuzione di un provvedimento emesso dal Tribunale di Trieste – Sezione Misure di Prevenzione – nei confronti di un imprenditore di origini laziali ritenuto socialmente pericoloso e più volte coinvolto in numerosi fatti delittuosi. L’uomo presenta infatti precedenti di polizia per riciclaggio, ricettazione, associazione per delinquere, truffa, reati tributari, omicidio colposo e detenzione di materiale pedopornografico. Nel dettaglio, il patrimonio confiscato comprende una lussuosa villa con piscina, un appartamento, cinque autovetture di lusso dei marchi Mercedes e Audi, undici orologi di pregio tra Rolex e Cartier e circa 150 mila euro in denaro contante, di cui 47 mila depositati su un conto bancario presso un istituto di credito in Austria. Le indagini hanno fatto emergere una lunga serie di truffe realizzate su scala nazionale attraverso aziende operanti in Friuli Venezia Giulia, legate alla commercializzazione di autoveicoli acquistati in Germania. Le auto venivano proposte come “seminuove”, ma in realtà erano state oggetto di manomissioni del contachilometri per ridurre artificialmente i chilometri percorsi e aumentarne il valore sul mercato. In diversi casi i veicoli venivano anche immatricolati fraudolentemente presso gli uffici della Motorizzazione Civile pur in assenza dei requisiti previsti dalla legge, circostanza che ha successivamente portato al sequestro delle carte di circolazione ai danni degli ignari acquirenti. Complessivamente le vittime della truffa sull’intero territorio nazionale sono risultate 835 e tra queste figurano anche cittadini residenti in varie regioni italiane, compresa la Toscana ( Firenze: 7, Arezzo: 5, Grosseto: 3, Livorno: 5, Lucca: 3, Massa Carrara: 5, Pisa: 6, Pistoia: 2, Prato: 4, Siena: 2) a dimostrazione dell’ampiezza del raggiro. Gli approfondimenti patrimoniali ed economico-finanziari condotti dal Gruppo Investigazioni Criminalità Organizzata della Guardia di Finanza, estesi anche ai familiari dell’indagato, hanno inoltre evidenziato una macroscopica sproporzione tra i redditi dichiarati e il patrimonio effettivamente disponibile, quantificata in sede giudiziaria in circa 4 milioni di euro. È emerso inoltre che parte dei beni, tra cui la villa con piscina, risultava intestata formalmente alla moglie, ritenuta una intestataria di comodo. Sulla base di questi elementi il Tribunale di Trieste ha disposto la confisca dei beni, provvedimento che è stato successivamente confermato anche dalla Corte di Cassazione rendendo definitiva l’acquisizione del patrimonio allo Stato. L’operazione rappresenta un ulteriore passo nella strategia della Guardia di Finanza volta a colpire i patrimoni accumulati attraverso attività illecite e a contrastare i fenomeni criminali che producono danni economici a centinaia di cittadini in tutta Italia


