Dalla Procura
|Caso Cocci: chiuse le indagini su Poggianti, al centro accuse di revenge porn e diffamazione
Il Procuratore Tescaroli: “Il quadro indiziario conferma condotte gravi e plurime”
Una fase cruciale è stata raggiunta nell’inchiesta sul cosiddetto “caso Cocci”. La Procura di Prato ha formalmente chiuso le indagini preliminari, notificando l’avviso ad Andrea Poggianti, 36 anni, avvocato e capogruppo del Centrodestra per Empoli in consiglio comunale. Al centro del procedimento una serie di ipotesi di reato che delineano uno scenario complesso: tentata violenza privata nei confronti di un professionista, all’epoca impegnato nella competizione elettorale regionale, diffusione illecita di materiale sessualmente esplicito – il cosiddetto revenge porn – e diffamazione, contestata in concorso, ai danni della stessa vittima e di un parlamentare. Secondo quanto emerso dall’inchiesta i fatti si collocherebbero in un arco temporale di circa un anno, tra settembre 2024 e settembre 2025. Gli inquirenti descrivono una sequenza di azioni che avrebbero incluso l’invio di comunicazioni anonime a esponenti politici, istituzioni e organi di stampa, con contenuti ritenuti lesivi e potenzialmente ricattatori. Determinante il lavoro investigativo condotto dalla Digos di Prato, affiancata dai nuclei di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza di Prato e Firenze, che hanno operato congiuntamente per ricostruire la rete di relazioni, strumenti e modalità utilizzate.
La chiusura delle indagini rappresenta ora un passaggio decisivo: la difesa potrà presentare memorie o chiedere nuovi accertamenti, mentre la Procura si prepara a valutare l’eventuale richiesta di rinvio a giudizio. Sullo sfondo resta un caso che intreccia politica, relazioni personali e uso distorto degli strumenti di comunicazione, destinato a far discutere ancora a lungo.


