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Lungomare luccicante sulla Marina di Torre del Lago, ma privo di praticità
Foto Fb Comune di Viareggio

Marciapiede enorme, corsia unica e stretta: da dove passano le ambulanze e le forze dell’ordine?

Taglio del nastro, applausi, sorrisi istituzionali e quella frase che in Toscana vale più di una perizia tecnica: “Oh, bella, bella”.
La nuova marina di Torre del Lago debutta così, tra entusiasmo e rendering finalmente diventati cemento. A guidare la cerimonia, l’amministrazione guidata dal sindaco uscente Giorgio Del Ghingaro, che consegna alla cittadinanza un lungomare rinnovato, ordinato, elegante. Quasi troppo.
Perché a guardarla bene, questa marina sembra progettata più per una sfilata di moda che per una notte di movida. E qui arriva il dettaglio – piccolo, quasi invisibile, ma solo finché non serve davvero: la strada.
Una corsia. Stretta. Con parcheggi lato mare disposti con geometrica fantasia e un marciapiede così ampio che viene da chiedersi se non sia già pronto per ospitare le Olimpiadi del passeggio lento.
Ora, tutto bellissimo. Ma proviamo a immaginare una normale serata estiva a Torre del Lago.
Musica che esce dai locali storici come il Mamamia, gente che arriva, gente che beve, qualcuno che esagera, qualcuno che litiga, qualcuno che sta male. La routine, insomma, di qualsiasi zona ad alta concentrazione di vita notturna.
E, insieme alla parte più leggera della movida, c’è anche quella meno instagrammabile: episodi di spaccio, controlli, interventi e – non di rado – operazioni delle forze dell’ordine che richiedono rapidità e presenza sul posto.
E qui scatta la domanda che nessuno ha fatto al momento del brindisi: se serve un’ambulanza, da dove passa? E una pattuglia, durante un controllo o una retata, da dove entra? Dal marciapiede panoramico? Dallo slalom tra le auto parcheggiate? O magari con un ingresso coreografico direttamente dalla spiaggia, tra ombrelloni e lettini?
Perché la nuova marina è così bella che quasi dispiace rovinarla con dettagli pratici come i mezzi di soccorso. Una visione urbanistica che potremmo definire “esperienziale”: se hai un problema, lo vivi fino in fondo.

statua marina di torre del lago
Come se non bastasse, a movimentare ulteriormente il dibattito ci si è messa anche la nuova statua alla rotonda. Un’opera che, nelle intenzioni, dovrebbe rappresentare un elemento identitario o simbolico, ma che – secondo alcune voci e con una certa fantasia popolare – avrebbe una somiglianza quantomeno… discutibile. Diciamo che più di qualcuno, sottovoce ma neanche troppo, ha evocato paragoni anatomici maschili piuttosto espliciti. Naturalmente, si tratta solo di impressioni. Suggestioni. Proiezioni. Anche se il fatto che se ne parli già più della viabilità forse qualche spunto lo offre.
Nel frattempo, i gestori dei locali osservano. Non contestano la bellezza, ci mancherebbe. Ma si interrogano su quella sottile differenza tra un lungomare da cartolina e uno che funziona anche alle tre di notte, quando la cartolina si trasforma in realtà.
Naturalmente, tutto questo è solo teoria. Magari funzionerà tutto alla perfezione. Magari non servirà mai un’ambulanza. Magari le notti saranno tranquille, ordinate, quasi silenziose.
Magari.
E in fondo, se qualcosa dovesse andare storto, si potrà sempre dire che la marina è stata progettata per fermare il traffico.
In tutti i sensi.