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Crolla alla fermata del tram e muore, inutili i soccorsi

Era appena uscito da Sollicciano

Poche ore fuori dal carcere, poi la fine improvvisa, solitaria, davanti agli occhi di sconosciuti. Una vita che si spegne all’alba, su una banchina qualunque, mentre la città si risveglia ignara.

È successo questa mattina, poco dopo le 7.30, alla fermata Arcipressi della linea 1 della tramvia. L’uomo, appena uscito dal carcere di Sollicciano, si trovava lì, probabilmente in attesa di ripartire, di ricominciare. Ma il tempo, per lui, si è fermato prima.

Un malore improvviso lo ha colto senza preavviso. Il corpo si è accasciato a terra, tra lo sguardo incredulo di chi era già in attesa del tram. Attimi concitati, il panico che prende il sopravvento, poi il coraggio: alcuni presenti si sono precipitati per aiutarlo, tentando le prime manovre di rianimazione.

La chiamata ai soccorsi, l’arrivo tempestivo del 118. Minuti che sembrano eterni. I sanitari provano a strapparlo alla morte, ma ogni tentativo si rivela inutile. Il suo cuore non riparte.

Intorno, la routine si spezza. La fermata viene chiusa, l’area isolata per consentire gli accertamenti dell’autorità giudiziaria. Una scena sospesa, irreale, mentre la città continua a scorrere poco distante.

Resta il silenzio pesante di una morte improvvisa e il mistero di un destino che si è compiuto proprio nel giorno in cui tutto, forse, doveva ricominciare.