Logo
Animali sfruttati per l’accattonaggio a Firenze: “Situazione intollerabile”

Scavullo annuncia azioni legali

“La situazione è intollerabile e non possiamo più chiudere gli occhi”. Così Simone Scavullo, Presidente del Comitato Cittadini per Firenze e attivista animalista, lancia l’allarme sul fenomeno dell’accattonaggio con animali nel capoluogo toscano. Da anni impegnato in prima linea, Scavullo ha coordinato manifestazioni pubbliche, promosso petizioni ufficiali con migliaia di firme protocollate presso Comune e Regione, e presentato esposti alla Procura della Repubblica, denunciando la grave realtà che coinvolge cani provenienti dall’Est Europa. “Questi animali non sono rubati, ma acquistati e inseriti in un circuito che alimenta un vero e proprio business illecito –  spiega Scavullo -. Gli animali, pur regolarmente microchippati e dotati di passaporto europeo, vengono sfruttati per estorcere denaro ai cittadini, spesso in condizioni ambientali disumane. Durante l’inverno sono stati osservati cani costretti a ore di freddo; con l’arrivo dell’estate, la situazione rischia di diventare ancora più grave sull’asfalto rovente”.

Nonostante le numerose segnalazioni e richieste di intervento, l’attivista denuncia un sostanziale immobilismo da parte delle istituzioni: “La Polizia Municipale, come comunicato ufficialmente dal Comune, non interviene in maniera incisiva e le sanzioni risultano inefficaci perché rivolte a soggetti senza fissa dimora. Di fatto, non ci sono controlli né provvedimenti concreti.” La proposta di Scavullo è chiara e concreta: modificare il regolamento comunale e regionale prevedendo il sequestro immediato degli animali utilizzati nell’accattonaggio, con successivo affidamento. Solo così sarà possibile interrompere il ciclo di sfruttamento: “Se gli animali vengono sequestrati, smetteranno di essere acquistati e utilizzati per lucrare sul loro dolore. Non esistono alternative efficaci nel breve termine”. In assenza di interventi, Scavullo annuncia la volontà di proseguire anche per vie legali nei confronti del Comune, affinché vengano rispettate le normative vigenti in materia di benessere animale. “Continuerò questa battaglia con determinazione. È fondamentale che l’informazione dia visibilità a una realtà che non può più essere ignorata”, conclude.