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Corruzione e appalti pilotati, maxi confisca da 6 milioni

Dalla Calabria con riflessi anche in Toscana

Un sistema collaudato, capace di alterare le regole del mercato e piegare gli appalti pubblici a interessi privati. È quello ricostruito dalla Guardia di Finanza nell’ambito di un’operazione che, pur avendo il suo epicentro in Reggio Calabria, ha coinvolto anche realtà imprenditoriali attive in altre regioni, tra cui la Toscana, a Firenze. Le Fiamme Gialle del Comando provinciale reggino, delegate dalla Procura, hanno eseguito una confisca di beni per oltre 6 milioni di euro nei confronti di un imprenditore ritenuto figura chiave di un articolato “cartello” di aziende. Secondo gli inquirenti, il gruppo avrebbe operato in maniera sistematica per ottenere appalti nel settore delle pulizie e sanificazioni, eliminando la concorrenza attraverso pratiche corruttive. L’inchiesta, che affonda le radici nell’operazione “Iter Nos” del 2021, ha portato alla luce un meccanismo ben strutturato: le imprese coinvolte avrebbero alimentato una sorta di fondo comune destinato sia a corrompere funzionari pubblici sia a garantire pagamenti alle cosche di ’ndrangheta operanti tra Africo e Melito Porto Salvo, passaggi ritenuti necessari per lavorare sul territorio. Non solo. Dalle indagini è emerso come i rapporti illeciti con alcuni funzionari sarebbero proseguiti anche dopo il loro pensionamento, nella prospettiva di continuare a influenzare le nuove assegnazioni e ottenere proroghe favorevoli.

Il provvedimento di confisca, disposto dalla sezione Misure di prevenzione del Tribunale su richiesta della Dda, Direzione distrettuale antimafia, alla guida del Procuratore Giuseppe Borrelli, ha riguardato società, immobili, conti correnti e partecipazioni societarie riconducibili all’imprenditore.

Un’operazione che evidenzia ancora una volta la capacità delle organizzazioni criminali di infiltrarsi nel tessuto economico legale, con ramificazioni che superano i confini regionali e interessano anche territori come la Toscana, confermando la necessità di mantenere alta la vigilanza su appalti e flussi economici.