L'indagine
|Scritte e volantini anarchici: perquisizioni e sequestri della Digos tra Toscana e Liguria
Tre indagati
All’alba di giovedì 9 aprile è scattata un’operazione della Digos che ha interessato il territorio di Sarzana, con l’esecuzione di perquisizioni personali, domiciliari e informatiche disposte dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Genova nell’ambito di un procedimento penale che vede indagate tre persone ritenute vicine all’area anarco-insurrezionalista. L’intervento, avviato alle 7 è stato condotto dal personale della Digos con il supporto tecnico della Direzione Centrale Polizia di Prevenzione e la collaborazione degli operatori del Commissariato di Polizia di Sarzana e dell’ufficio omologo della Questura di Massa Carrara. Le ipotesi di reato contestate, a vario titolo, riguardano istigazione a delinquere, imbrattamento e propaganda sovversiva. L’indagine prende origine dal rinvenimento, lo scorso 12 febbraio, di scritte murali e volantini affissi nel centro cittadino di Sarzana, riconducibili a contenuti di matrice libertaria e caratterizzati da toni ritenuti dagli investigatori diffamatori e minacciosi nei confronti di alcune aziende operanti sul territorio. Tra i materiali oggetto di attenzione figura un volantino dal titolo “un tuono contro il genocidio – parole del vendicatore Elias Rodriguez”, attribuito a sedicenti “anarchici”, che riportava un testo collegato a fatti di cronaca internazionale e ritenuto dagli inquirenti dal contenuto istigatorio. Un secondo documento, intitolato “la guerra dei padroni la combattono i vigliacchi”, conteneva riferimenti a società industriali e tecnologiche indicate come bersagli di campagne di contestazione. Nel contesto delle stesse attività sono state inoltre rilevate scritte apparse in diverse zone del centro cittadino, con riferimenti a gruppi industriali come Leonardo, Fincantieri ed Elbit Systems, oltre a slogan legati alla vicenda giudiziaria di Alfredo Cospito. Gli elementi raccolti dagli investigatori, successivamente condivisi con l’autorità giudiziaria genovese, hanno trovato riscontro nelle perquisizioni eseguite nelle abitazioni degli indagati. Sono stati sequestrati dispositivi informatici, telefoni cellulari e materiale cartaceo, oltre a bombolette spray e ulteriore documentazione propagandistica riconducibile all’area di riferimento.
Secondo quanto riferito, parte del materiale rinvenuto includerebbe anche contenuti di solidarietà verso soggetti deceduti in episodi avvenuti lo scorso 19 marzo a Roma, circostanza che sarà oggetto di ulteriori approfondimenti investigativi.


