L'omelia del Vescovo
|Folla ai funerali di Giacomo Borgioni, ucciso davanti al figlio
I risultati dell’autopsia
Al Duomo di Massa si è tenuto oggi l’ultimo saluto a Giacomo Bongiorni, in una cerimonia funebre caratterizzata da un forte raccoglimento e da una partecipazione molto ampia della cittadinanza. Il feretro, ricoperto di fiori bianchi dalle maglie della Fiorentina, di cui la vittima era tifoso. ha fatto il suo ingresso all’interno della basilica intorno alle 14,30 accompagnata dagli applausi. Poi la scritta, “Vola alto fratello Mortegian”, che in dialetto massese identifica chi proviene dal Mirteto, quartiere dove il giovane padre era nato e vissuto La funzione religiosa è stata officiata dal Vescovo, che durante l’omelia ha richiamato con forza il tema della responsabilità individuale e collettiva davanti alla violenza giovanile, invitando a non abituarsi a episodi di sopraffazione che spezzano vite e comunità. Nel corso della celebrazione, il presule, monsignor Mario Vaccari, ha espresso vicinanza alla famiglia, sottolineando il dolore per una morte così precoce e improvvisa, e ha rivolto un appello alla città affinché tragedie simili diventino occasione di riflessione e di cambiamento, soprattutto per le nuove generazioni. “Giacomo ha fatto la cosa giusta – le parole del Vescovo -. Una cosa semplice e giusta e questa chiesa, oggi, è qui anche per raccogliere la sua voce, il suo richiamo. Noi non abbiamo il potere di restituire Giacomo a chi lo amava. Ma abbiamo il potere e il dover di fare in modo che la sua morte non sia stata inutile. Che questa città, dopo di lui, sia un posto un pò più giusto, un pò più capace di tenere insieme i suoi figli”: un messaggio accolto in un silenzio carico di commozione da parte dei presenti.
Una città stretta nel dolore
All’interno della cattedrale si è registrata una grande affluenza di cittadini, amici e conoscenti del giovane, mentre all’esterno molte persone hanno seguito la cerimonia in silenzio. L’intera comunità si è ritrovata unita nel cordoglio, in una giornata che ha segnato profondamente il tessuto sociale della città, dove oggi era lutto cittadino, con esposte le bandiere a mezz’asta. Presenti alle esequie, tra le cariche politiche, il presidente della Toscana Eugenio Giani e il sindaco di Massa Francesco Persiani.
Le indagini sulla morte
Mentre si svolgevano i funerali, prosegue il lavoro degli inquirenti per chiarire con precisione la dinamica dei fatti. L’esame autoptico ha evidenziato un quadro lesivo molto grave, con una forte emorragia interna a livello cranico e traumi facciali compatibili con un’aggressione violenta. Elementi che rafforzano l’ipotesi di una colluttazione, allontanando quella di una semplice caduta accidentale.
I provvedimenti giudiziari
Sul fronte giudiziario risultano coinvolti cinque giovani, tra maggiorenni e minorenni. Nei confronti di un 17enne ritenuto dagli investigatori il soggetto che avrebbe inferto il colpo più grave, il fermo è stato convalidato e il giudice ha disposto la custodia cautelare in carcere, respingendo la richiesta di misure alternative. Le posizioni degli altri indagati restano al centro degli accertamenti, mentre la magistratura sta ricostruendo nel dettaglio le fasi precedenti e successive all’aggressione.
Una ferita aperta
La vicenda ha profondamente scosso Massa, lasciando una comunità divisa tra dolore e incredulità. Il funerale ha rappresentato non solo un momento di addio, ma anche un punto di raccolta emotivo attorno a una tragedia che ora si sposta completamente sul piano giudiziario, in attesa che vengano chiarite tutte le responsabilità.


