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“Pronto, c’è stato un incidente”: la truffa del finto nipote tra Livorno e Roma

L’indagine ha portato all’arresto di cinque persone

Una voce al telefono, l’urgenza costruita ad arte, la paura che prende il sopravvento. Bastavano pochi minuti per trasformare l’ansia in obbedienza: consegnare contanti o gioielli a uno sconosciuto pur di “salvare” un familiare in difficoltà. Era questo il meccanismo, ripetuto con inquietante regolarità, che avrebbe permesso a un gruppo organizzato di mettere a segno una serie di raggiri tra Livorno e Roma, prendendo di mira soprattutto persone anziane, spesso sole o in condizioni di fragilità. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, dietro le telefonate si nascondeva una struttura ben oliata. C’era chi ideava le storie, chi contattava le vittime, chi gestiva il denaro e chi, infine, si presentava alla porta per ritirare il bottino. Un sistema rodato, capace di sfruttare emozioni e vulnerabilità, che in poco tempo avrebbe fruttato circa centomila euro tra contanti e preziosi. L’indagine ha portato all’arresto di cinque persone, tutte originarie del Napoletano, con età comprese tra i 29 e i 73 anni. Le accuse sono pesanti: associazione a delinquere finalizzata a truffa ed estorsione. I provvedimenti sono scattati al termine dell’attività dei Carabinieri del Nucleo operativo di Roma Trastevere, che hanno individuato e fermato gli indagati tra Napoli e Casoria, trasferendoli poi in carcere su disposizione del tribunale capitolino. Uno dei presunti membri del gruppo è stato rintracciato all’estero, detenuto a Nizza, e nei suoi confronti è stato emesso un mandato di arresto europeo. Per altri sette soggetti ritenuti coinvolti, invece, si aprirà ora la fase degli interrogatori preventivi.

Un’operazione che riporta al centro un fenomeno tanto diffuso quanto insidioso: quello delle truffe agli anziani, dove la vera arma non è la forza, ma la capacità di manipolare la paura