Emergenza massima
|Fiamme fuori controllo sul Monte Faeta: scattano le evacuazioni
Il vento spinge il rogo verso le case
Il fuoco corre, cambia direzione, si rialza quando sembra piegarsi. E soprattutto non dà tregua. Sul Monte Faeta la notte non ha portato sollievo, ma solo nuove paure: il vento ha alimentato l’incendio rendendolo imprevedibile, spingendo il fronte verso zone abitate e costringendo le autorità a disporre le prime evacuazioni nel primo pomeriggio di oggi. Le fiamme hanno guadagnato terreno rapidamente, avanzando tra la vegetazione secca e i pendii difficili da raggiungere. I cambi improvvisi di direzione, causati dalle raffiche di grecale, hanno messo in difficoltà anche le squadre più esperte, obbligate a continui riposizionamenti per evitare che il rogo sfuggisse a ogni contenimento. Nelle ore più critiche, il bagliore dell’incendio ha illuminato la notte sopra la piana lucchese. Il fumo, denso e acre, ha reso l’aria irrespirabile in alcune zone, mentre il rumore degli elicotteri e dei canadair ha scandito un’operazione di spegnimento senza sosta. A terra, Vigili del Fuoco e volontari hanno lavorato per ore in condizioni estreme, cercando di proteggere le abitazioni più esposte. La decisione di evacuare è arrivata poco fa, quando il fronte si è avvicinato troppo alle case. Una misura precauzionale, ma necessaria: la priorità è mettere in sicurezza le persone, mentre il fuoco continua a muoversi in modo irregolare, alimentato dal vento e dalla vegetazione arida. Il bilancio, ancora provvisorio, parla di decine di ettari di bosco già distrutti. Ma è la dinamica dell’incendio a preoccupare più dei numeri: un rogo instabile, difficile da prevedere, che può riaccendersi e cambiare direzione in pochi minuti.
Il fumo dell’incendio sul Monte Faeta è visibile da molte zone di Pisa e Lucca.
Le prossime ore saranno decisive. Tutto dipende dal vento: se calerà, le operazioni potrebbero finalmente contenere l’incendio. Se invece continuerà a soffiare con la stessa intensità, il rischio è che le fiamme trovino nuova forza, aprendo altri fronti e rendendo ancora più complessa la lotta contro il fuoco. Intanto, sul Monte Faeta, resta una sola certezza: l’emergenza non è finita.


