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Talea in liquidazione giudiziale: stop alle parafarmacie, incerto il futuro dei dipendenti

Nominati i curatori

È una svolta pesante per il gruppo viareggino Talea, realtà nata nel mondo dell’e-commerce farmaceutico e conosciuta attraverso marchi come Farmaè, Amicafarmacia e DocPeter. Il Tribunale di Firenze ha infatti disposto la liquidazione giudiziale della società, aprendo di fatto una fase di forte incertezza per l’intera struttura aziendale. Il provvedimento, emesso il 15 aprile e reso operativo nei giorni successivi, segna uno spartiacque decisivo: da un lato la sospensione delle attività legate alle parafarmacie fisiche del gruppo, dall’altro la sopravvivenza temporanea del solo comparto online, autorizzato a proseguire l’attività in regime di esercizio provvisorio per un periodo di tre mesi. La decisione riguarda un tentativo di contenimento della crisi attraverso il mantenimento del flusso di vendite digitali, considerato l’unico ramo potenzialmente in grado di generare liquidità immediata. Restano invece ferme le strutture fisiche, con la chiusura dei punti vendita a marchio Farmaè distribuiti sul territorio, tra cui quelli di Viareggio, Livorno, Prato e Massa. A Viareggio, in particolare, la serranda abbassata della parafarmacia di via Aurelia Nord è diventata il simbolo immediato della crisi. Un cartello di chiusura all’ingresso segna la fine di un’attività che per anni ha rappresentato un punto di riferimento per i clienti della zona. Sul piano occupazionale la situazione è delicata: circa un centinaio di lavoratori risultano oggi coinvolti tra rischi diretti e indiretti legati alla procedura, con il futuro dei posti di lavoro appeso all’evoluzione del percorso giudiziario e alla capacità del ramo online di reggere l’impatto economico nei prossimi mesi.

Il tribunale ha inoltre nominato i curatori che seguiranno la gestione della procedura, con il compito di monitorare le attività ancora operative e valutare eventuali prospettive di continuità o riorganizzazione.

Per il gruppo Talea si apre ora una fase complessa, in cui il destino dell’azienda dipenderà dalla tenuta del settore digitale e dalla capacità di affrontare una crisi che ha già avuto effetti concreti sul territorio e sull’occupazione.