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Travolse e uccise due ragazze a Lido di Camaiore: in aula focus sulla lucidità della conducente

Nella tragedia persero la vita due turiste tedesche

Prosegue davanti al Gup del Tribunale di Luccca, dottor Poggi, il procedimento per l’incidente stradale avvenuto a Lido di Camaiore nel settembre 2024, costato la vita a due giovanissime turiste tedesche, Elis e Jasmine, travolte e uccise mentre si trovavano lungo la sede stradale. Nell’udienza di oggi si è entrati in una fase istruttoria decisiva, con la formalizzazione delle costituzioni di parte civile, tra cui quella seguita dall’avvocato Aldo Lasagna, che assiste Gurkan Asil, zio materno di una delle due ragazze decedute. Il legale ha ribadito in aula la volontà della famiglia di ottenere piena chiarezza sulla dinamica del sinistro e sulle condizioni psicofisiche della conducente al momento dell’impatto, sottolineando l’importanza degli accertamenti tecnici già disposti: “È fondamentale che ogni aspetto venga ricostruito con rigore, senza zone d’ombra”, è il senso della posizione espressa dalla parte civile.

La ricostruzione dell’incidente del 2024

Il grave episodio risale al 18 settembre 2024 lungo via Italica, a Lido di Camaiore. Secondo la ricostruzione degli investigatori, una Mercedes guidata da una donna di 44 anni, Katia Pereira Da Silva,

avrebbe improvvisamente perso il controllo del veicolo in un tratto urbano trafficato, investendo più pedoni e coinvolgendo diversi mezzi. L’impatto più violento ha colpito le due giovani turiste tedesche, morte sul colpo nonostante i soccorsi immediati del 118. Altri presenti risultarono feriti, alcuni in modo grave. Gli accertamenti della Polizia Stradale avevano evidenziato una dinamica complessa, con più punti d’urto e il coinvolgimento di incroci semaforici. I test tossicologici sulla conducente avevano dato esito negativo ad alcol e droghe.

Il nodo della perizia sulla lucidità

Nel corso dell’udienza odierna, il Gup ha acquisito una consulenza tecnica ritenuta centrale per il proseguimento del procedimento per omicidio stradale. Secondo quanto emerso, una possibile crisi epilettica non sarebbe sufficiente, da sola, a spiegare in modo esclusivo la perdita di controllo del mezzo. Sarà quindi necessario verificare se eventuali patologie fossero già presenti e, soprattutto, se fossero note alla conducente prima del sinistro. Alla luce di questi elementi, il giudice ha disposto il rinvio dell’udienza al 26 maggio, quando verrà conferito un incarico per una perizia medico-legale finalizzata a stabilire lo stato di lucidità dell’imputata al momento dell’incidente.  “Ho un vuoto di memoria”. Era ancora sotto choc, non ricordava, cosi affermò la 44enne brasiliana che aveva travolto a folle velocità, i pedoni mentre era alla guida di una Mercedes, causando la morte delle due giovani turiste tedesche,Jasmine Bousnina,19 anni, e Elis Donmez, 18 anni  che erano in Toscana in gita scolastica con la loro scuola superiore di Duisburg. Difesa dagli avvocati Massimo Landi e Nicola Bonuccelli, non si è era avvalsa della facoltà di non rispondere e aveva risposto a tutte le domande del gip Simone Silvestri: “So guidare, non era la prima volta che usavo quell’auto, e non avevo disattivato i sistemi di sicurezza”, ma per quanto concerne la dinamica, il buio assoluto.
“Ci sentiamo di ricondurre il tragico incidente – spiegarono i legali –  a un malore per cui sono in corso accertamenti”.

Il procedimento resta dunque concentrato su un punto chiave: la reale capacità di guida della conducente nel momento in cui si è verificata la tragedia che ha spezzato la vita delle due giovani turiste tedesche.