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Lagotto muore avvelenato dopo la passeggiata, choc a Pontedera

La corsa dal veterinario non è bastata a salvarlo

Una passeggiata come tante, poi il dramma consumato nel giro di poche ore davanti agli occhi della sua famiglia. Tufo, un lagotto di appena tre anni, è morto dopo aver ingerito una sostanza tossica durante il consueto giro tra il parco Bella di Mai, l’argine e la zona di piazza Berlinguer. Ora a Pontedera cresce l’allarme tra i proprietari di animali domestici: si teme la presenza di bocconi avvelenati disseminati in città. A denunciare l’accaduto è stata la famiglia del cane, che ha lanciato un appello sui social per mettere in guardia chi frequenta quelle aree con i propri animali. Secondo quanto raccontato dai parenti della proprietaria, Tufo inizialmente non aveva manifestato alcun sintomo. Il malore sarebbe arrivato il giorno successivo alla passeggiata: salivazione intensa, pupille dilatate e la lingua diventata scura nel giro di poco tempo. La corsa disperata dal veterinario non è bastata a salvarlo. Gli accertamenti avrebbero confermato l’ipotesi dell’avvelenamento, forse provocato da sostanze a rilascio lento capaci di agire progressivamente sull’organismo. Un dolore enorme per la famiglia, che considera quanto accaduto non solo una tragedia personale ma anche un grave pericolo pubblico. Il caso ha rapidamente acceso l’indignazione dei residenti. Sui social decine di cittadini stanno condividendo avvisi e segnalazioni, invitando alla massima prudenza soprattutto nelle aree verdi vicine al centro cittadino. L’invito è quello di tenere i cani al guinzaglio corto, evitare che raccolgano cibo da terra e segnalare immediatamente eventuali esche sospette. Intanto il Comune si è attivato. L’assessore all’ambiente Alessandro Puccinelli ha disposto controlli mirati da parte della Polizia Municipale nelle zone indicate dalla famiglia del cane. Gli agenti stanno effettuando sopralluoghi per verificare la presenza di sostanze tossiche o polpette avvelenate e procedere, se necessario, alla bonifica delle aree interessate.

La famiglia di Tufo ha annunciato la presentazione di una denuncia alle forze dell’ordine. L’obiettivo è capire chi possa aver disseminato il veleno e impedire che altri animali facciano la stessa tragica fine.