Il report shoc della Procura
|Sotto il muro di cinta passa di tutto: la mappa del contrabbando a “La Dogaia”
Telefonini nella pantofola, profili Tik Tok attivi e fiumi di droga
Un telefono cellulare nascosto in una pantofola nella decima sezione, un altro occultato in una cartellina portadocumenti, e persino microtelefoni e hashish sigillati dentro una confezione di succo di frutta. Non è la trama di una serie TV, ma la realtà quotidiana all’interno della struttura carceraria “La Dogaia” di Prato, messa a nudo dall’ultimo, dirompente comunicato ufficiale firmato dal Procuratore della Repubblica, Luca Tescaroli.
I numeri emersi dall’attività investigativa della Polizia Penitenziaria delineano uno scenario inquietante: dal settembre 2024 a oggi sono stati rinvenuti e sequestrati ben 72 telefoni cellulari (di cui 43 nel solo 2025). Ma il dato che allarma di più gli inquirenti è un altro: all’interno dei reparti di Alta Sicurezza e Media Sicurezza non solo sono tuttora attivi numerosi codici Imei, ma sono stati individuati veri e propri router per collegarsi alla rete internet. Una tecnologia che permetteva a diversi detenuti in Alta Sicurezza di gestire i propri profili Tik Tok direttamente dalle celle, mantenendo un contatto costante e non autorizzato con l’esterno.
Frecce, fionde e droni: la fantasia criminale per superare il muro
Le modalità per far entrare lo stupefacente e i dispositivi tecnologici superano ogni immaginazione. Il comunicato elenca una serie di canali di approvvigionamento continui. Gli oggetti proibiti vengono introdotti dai familiari sulla loro persona durante i colloqui, oppure nascosti dai detenuti che rientrano dai permessi premio. Il vero e proprio “canale di rifornimento”, tuttavia, viaggia per aria o sfrutta la forza bruta: pacchi lanciati manualmente a ridosso del muro di cinta da soggetti in stato di libertà, ma anche metodi più sofisticati come l’utilizzo di fionde, frecce, droni e martelli, o plichi spediti regolarmente per posta. Il bilancio complessivo dei sequestri di sostanze stupefacenti è imponente e fotografa un mercato interno florido e diversificato: 2.443,36 grammi di cannabinoidi (hashish e marijuana), 249,34 grammi di cocaina, 4,61 grammi di eroina, 1,59 grammi di ecstasy e 0,66 grammi di anfetamine/metanfetamine
Sangue e violenza dietro il rifiuto di fare da “corriere”
Le tensioni per il controllo di questo traffico illecito sfociano inevitabilmente in brutali regolamenti di conti. L’ultimo grave episodio ha visto coinvolto un detenuto di nazionalità marocchina che ha aggredito con una lama un proprio connazionale, procurandogli un profondo taglio dalla bocca all’orecchio. Il motivo del ferimento? La vittima si era rifiutata di prestarsi a portare della droga all’interno del carcere al suo rientro da un permesso premio.
La richiesta della Procura: “Schermare subito l’istituto”
Di fronte a un fenomeno criminale così pervasivo, nonostante le due massicce operazioni di intervento effettuate il 28 giugno e il 22 novembre 2025, la Procura ha indicato chiaramente la strada da seguire. Per neutralizzare l’uso dei dispositivi mobili non bastano più i soli sequestri: secondo il Procuratore Tescaroli è ormai urgente un intervento mirato di schermatura dei reparti e la fornitura di disturbatori di frequenza (jammer) per la struttura pratese.
Mentre le indagini proseguono per vagliare le posizioni e le responsabilità dei singoli soggetti indagati – per i quali vige la presunzione di non colpevolezza fino a sentenza passata in giudicato – resta il ringraziamento formale della magistratura al “prezioso contributo” della Polizia Penitenziaria, in prima linea per tentare di ristabilire il pieno controllo dell’istituto.


