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Maxi traffico di rifiuti tessili fermato tra Prato e Livorno

Oltre 330 tonnellate fuori circuito

Oltre 332 tonnellate di rifiuti tessili già sequestrati sono state rimosse dall’interporto di Guasticce e avviate allo smaltimento, nell’ambito di un’operazione coordinata dalla Procura di Livorno che ha colpito un presunto sistema illecito legato al trattamento e alla spedizione di materiali tessili destinati all’estero. Il carico, composto da centinaia di colli pressati e stipati in diversi container pronti per la spedizione verso Paesi extra Ue, era stato bloccato nel corso di un’attività investigativa avviata a partire da controlli effettuati nel distretto tessile di Montemurlo. L’inchiesta ha portato complessivamente al sequestro di un quantitativo molto più ampio di materiale, sottratto al circuito illegale. Le indagini erano partite nel 2023 da un accesso ispettivo in un’azienda del settore, durante il quale erano emerse irregolarità nella gestione dei rifiuti e violazioni sia ambientali sia legate alla documentazione obbligatoria. Le anomalie riscontrate avevano portato anche a rilievi sul superamento dei limiti autorizzati di stoccaggio, con quantità ben oltre quelle consentite. Gli accertamenti successivi, condotti con il supporto degli enti competenti in materia ambientale e doganale, hanno portato nel tempo al sequestro dell’intero impianto e del materiale presente al suo interno. Al centro del procedimento giudiziario il legale rappresentante dell’azienda, denunciato per gestione non autorizzata e traffico illecito di rifiuti non pericolosi, oltre che per ulteriori violazioni amministrative e ipotesi di falsificazione documentale finalizzata a coprire le irregolarità. All’imprenditore è stata inoltre imposta la completa rimozione dei materiali ancora presenti al momento del sequestro.

L’operazione si inserisce in un più ampio filone di controlli sul settore dello smaltimento dei rifiuti tessili, un comparto particolarmente esposto a traffici transfrontalieri e a pratiche illegali legate all’export verso Paesi terzi.