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15enne in carcere per terrorismo internazionale

Su Telegram e Tik Tok i messaggi per arruolamenti e armi

Un ragazzo di 15 anni, nato in Tunisia ma residente in Italia da poco più di tre anni, è stato arrestato dagli uomini della Digos di Firenze con l’accusa di arruolamento con finalità di terrorismo internazionale. Il provvedimento arriva dopo un nuovo sviluppo dell’indagine coordinata tra la Procura per i Minorenni di Firenze e gli apparati investigativi e di intelligence, che ha portato alla revoca della precedente misura della messa alla prova e all’applicazione della custodia in istituto penale per minorenni. Il giovane, infatti, era già stato sottoposto, lo scorso ottobre, al collocamento in comunità per la stessa ipotesi di reato. Successivamente, era stato ammesso al regime della messa alla prova, misura che però non avrebbe interrotto le attività considerate dagli inquirenti a rischio. Secondo quanto ricostruito, grazie alla cooperazione tra il Casa – Comitato di Analisi Strategica Antiterrorismo – e le agenzie di intelligence Aise e Aisi, la Direzione centrale della Polizia di Prevenzione avrebbe segnalato alla Digos di Firenze nuove attività online del minore. In particolare, il ragazzo avrebbe ripreso contatti, tramite profili social riconducibili a una nuova utenza a lui intestata, con account collegati ad ambienti dell’estremismo jihadista. A seguito di queste informazioni, la Procura per i Minorenni, diretta dalla procuratrice Roberta Pieri, ha richiesto un nuovo decreto di perquisizione. L’operazione ha consentito agli investigatori della sezione antiterrorismo di sequestrare il cellulare in uso al quindicenne. Dall’analisi dei contenuti digitali, svolta sotto il coordinamento della Direzione centrale della Polizia di Prevenzione, sarebbero emerse conversazioni su piattaforme di messaggistica e social network, in particolare Telegram e TikTok, con soggetti ritenuti vicini a contesti di radicalizzazione. In alcuni messaggi, secondo quanto riferito dagli inquirenti, il ragazzo avrebbe manifestato disponibilità ad agire e interesse per l’approvvigionamento di armi, ricevendo anche indicazioni su possibili obiettivi sensibili, tra cui luoghi pubblici e aree della provincia di FirenzeRevocata la messa alla prova

Sulla base di questi elementi, il Gip del Tribunale per i Minorenni ha accolto la richiesta della Procura, ritenendo il minore un soggetto considerato pericoloso e ancora legato a convinzioni estremiste, nonostante le misure precedenti. Da qui la decisione di disporre la custodia in istituto un penale per minorenni.