Ai domiciliari col braccialetto elettronico
|Colpo di pistola in auto dopo la discoteca: giovane ferito al gluteo
Un’ogiva recuperata nell’abitacolo ricostruisce la dinamica: 22enne in manette
Un proiettile esploso all’interno di un’auto dopo una serata in discoteca, un ragazzo ferito al gluteo per un soffio e un clima di omertà che avrebbe tentato di coprire quanto accaduto. È il quadro emerso dall’indagine coordinata dalla Procura di Prato guidata dal Procuratore Capo Luca Tescaroli, che ha portato agli arresti domiciliari di un ventiduenne albanese, accusato di aver esploso accidentalmente un colpo di pistola contro un connazionale di vent’anni. I fatti risalgono alla notte tra il 28 e il 29 Marzo 2026. I quattro giovani — due ragazzi e due ragazze, tutti di nazionalità albanese — avevano trascorso la serata alla discoteca Galisia di Calenzano e stavano facendo rientro a bordo di una Volkswagen Polo messa a disposizione da una delle ragazze. Durante il tragitto sarebbe accaduto l’imprevedibile. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il ventiduenne avrebbe estratto una pistola all’interno dell’abitacolo e, mentre la maneggiava, sarebbe partito accidentalmente un colpo. Il proiettile ha raggiunto il conducente dell’auto, ferendolo al gluteo. A evitare conseguenze drammatiche sarebbe stata una semplice molla del sedile. L’ogiva, infatti, sarebbe stata deviata proprio da un componente metallico della seduta prima di colpire il giovane. Un dettaglio tecnico che, secondo la Procura, ha probabilmente salvato la vita alla vittima: se il proiettile non avesse cambiato traiettoria avrebbe potuto raggiungere organi vitali causando lesioni gravissime o addirittura mortali. Il ragazzo ferito venne accompagnato in ospedale e sottoposto alle cure necessarie, riportando inizialmente una prognosi di dieci giorni. Ma davanti agli investigatori il giovane avrebbe fornito racconti contrastanti e ritenuti non credibili. Un atteggiamento definito apertamente reticente dagli inquirenti, tanto da far scattare nei suoi confronti un’indagine per false dichiarazioni al pubblico ministero.
La svolta nell’inchiesta è arrivata grazie al ritrovamento di un’ogiva calibro 9×19 a punta piatta all’interno della Volkswagen Polo. A scoprirla è stata la madre di una delle ragazze presenti quella notte, proprietaria dell’auto, che ha poi deciso di consegnarla spontaneamente agli investigatori. Proprio quel gesto avrebbe incrinato il muro di silenzio. La figlia della donna, infatti, avrebbe successivamente collaborato con la Polizia, raccontando quanto realmente accaduto nell’abitacolo e confermando che il colpo era partito accidentalmente mentre il giovane armeggiava con la pistola. Una versione poi confermata anche dall’altra ragazza presente in auto.
Le intercettazioni disposte dagli investigatori avrebbero inoltre evidenziato come il ventiduenne fosse abituato a utilizzare armi da fuoco, elemento che ha ulteriormente aggravato il quadro emerso nel corso dell’indagine.
Sulla base degli elementi raccolti, il giudice per le indagini preliminari di Prato ha disposto nei confronti del giovane gli arresti domiciliari con applicazione del braccialetto elettronico. Il provvedimento è stato eseguito dalla Squadra Mobile della Questura di Prato.
Sulla base degli elementi raccolti, il giudice per le indagini preliminari di Prato ha disposto nei confronti del giovane gli arresti domiciliari con applicazione del braccialetto elettronico. Il provvedimento è stato eseguito dalla Squadra Mobile della Questura di Prato.
Nella nota diffusa dalla Procura, il procuratore Tescaroli sottolinea come la vicenda rappresenti un segnale allarmante della diffusione di armi da fuoco nel territorio pratese e richiama l’attenzione sul clima di omertà che spesso ostacola le indagini. L’obiettivo della divulgazione degli esiti investigativi, viene spiegato, è anche quello di incoraggiare le vittime a denunciare e rassicurare la collettività sulla capacità di intervento di magistratura e forze dell’ordine.


